Credito cooperativo, c’è una protezione in più

Il sistema delle Bcc è indirizzato soprattutto alle famiglie e alle piccole imprese Alfonsi (dg Federazione Abruzzo ): siamo sempre noi, ma più forti con la riforma
PESCARA. «Il nostro è un target per certi versi diverso rispetto al resto del sistema bancario: abbiamo qualche protezione in più». In una battuta Ermanno Alfonsi, direttore generale della Federazione Abruzzo e Molise della Bcc, sintetizza qual è oggi il problema dei risparmiatori dopo la riforma Ue che ribalta sui clienti (ma non su tutti) le crisi delle banche.
Può fare un esempio?
«Per esempio le obbligazioni delle Bcc sono garantite fino a 100 mila euro, così come sono garantiti i depositi sotto qualsiasi forma. Un conto cointestato arriva a una garanzia fino a 200 mila euro».
Come è cambiato il rapporto con i clienti nel corso di questa crisi economica?
«Sicuramente c’è una maggiore coscienza e anche noi come banca cerchiamo di dare tutte le informazioni possibili. Le nostre sono banche locali e il legame con la clientela è molto personalizzato».
Però nel caso delle banche salvate dal governo è stato proprio questo elemento di personalizzazione a creare qualche problema.
«Il nostro è un target di famiglie e di piccole imprese (chi ci fa concorrenza sono gli uffici postali), e non dovremmo risentire granché della nuova normativa europea, tanto è vero che i nostri depositi crescono in media del 5% l’anno e sono cresciuti anche nel 2015».
Che cosa cambierà per i vostri clienti con l’autoriforma del sistema Bcc?
«Il governo sembra allineato sulla nostra proposta di autoriforma. Costruiamo un gruppo fatto su un contratto d coesione rispetto al quale le banche più virtuose hanno maggiore libertà di movimento e le altre devono sottostare a più controlli».
C’è anche un sistema di solidarietà interna al gruppo che dovrebbe garantire maggiormente il correntista.
«Certo e di conseguenza cresce la garanzia per il cliente, anche se noi siamo già una rete ed esiste una solidarietà interna. Per esempio abbiamo sempre garantito anche le obbligazioni subordinate e finora nessuno ha perso nulla. Con la creazione della capogruppo questo legame si rafforza. Ci sono più controlli, si interviene a monte dei problemi».
Trattate prodotti più sofisticati?
«Per la maggior parte i nostri prodotti sono quelli tradizionali. Certo, facciamo anche titoli di stato, conti depositi, certificati di deposito. Per quanto riguarda le gestioni patrimoniali facciamo più che altro consulenza, diamo consigli alla nostra clientela».
E allora, per esempio, se un vostro cliente viene e vi chiede un consiglio su come investire, mettiamo, 50 mila euro, che cosa gli dite?
«Dipende se ha necessità a breve di riavere il capitale. E comunque si potrebbe fare un mix tra obbligazioni, conti depositi a breve e certificati di deposito a un anno. Ma questi sono discorsi molto tagliati sul profilo del singolo cliente».
Siete fiduciosi sul futuro del credito cooperativo alla luce di questa riforma?
«Assolutamente sì. Noi come federazione delle Bcc Abruzzo e Molise abbiamo sostenuto il progetto nazionale. E’ una riforma che non va a ledere le nostre specificità e salvaguarda anche le piccole realtà virtuose».
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