«Cresciamo, ma la legge elettorale non funziona»

14 Giugno 2017

PESCARA. Un Movimento 5 Stelle penalizzato da «logiche clientelari» dure a morire, specie nei piccoli comuni. E da una «legge elettorale» che, soprattutto in quelli più grandi, favorisce un vero e...

PESCARA. Un Movimento 5 Stelle penalizzato da «logiche clientelari» dure a morire, specie nei piccoli comuni. E da una «legge elettorale» che, soprattutto in quelli più grandi, favorisce un vero e proprio «abuso di democrazia». Parola della consigliera regionale Sara Marcozzi.
Per il M5S le comunali di domenica scorsa non saranno certo ricordate come il più grande dei successi. Delusi?
«Ovviamente l’analisi deve essere mirata sul livello istituzionale cui le elezioni si riferiscono. In questo caso sulle comunali. Se si osservano i dati delle passate amministrative, il Movimento 5 Stelle registra una lenta ma costante crescita. E’ un dato di fatto».
Quindi, sebbene non sia stato eletto neppure un sindaco a 5 Stelle, siete comunque soddisfatti?
«E chiaro che ci sarebbe piaciuto commentare l’elezione di un sindaco a 5 Stelle. Ma dobbiamo fare i conti con la realtà».
Che sarebbe?
«Nei piccoli comuni una grande componente di voto clientelare che non si riesce a scardinare. In quelli più grandi, ad esempio Avezzano, c’è qualcosa che non funziona nella legge elettorale».
Sta dicendo che il Movimento 5 Stelle è stato penalizzato dalla legge elettorale?
«Sto dicendo che questa legge elettorale favorisce un abuso della democrazia».
Sarebbe a dire?
«Risponde a logiche di rastrellamento quartiere per quartiere, condominio per condominio. Che senso ha presentarti con liste di 240 candidati quando, se sarai eletto sindaco, in consiglio ne entreranno solo 17? E’ un meccanismo fraudolento».
Addirittura.
«Sì perché - ribadisco -l’unico intento è quello di rastrellare più voti possibile. Chi non voterebbe il fratello, il cugino o il parente che si è candidato? Si tratta obiettivamente di un meccanismo malato. Non a caso il dato delle politiche nazionali è molto più obiettivo».
A proposito di dati, torniamo a quelli del M5S: oscillano dal 4,86% all’Aquila al 13,34% di Tortoreto. Numeri tutt’altro che esaltanti...
«Ricordo che, quando abbiamo iniziato, in Abruzzo partivamo dallo zero virgola. Oggi, pur non avendo eletto sindaci, siamo presenti in tutte le amministrazioni cittadine nelle quali ci siamo candidati».
Movimento 5 Stelle a parte, cosa emerge da queste amministrative?
«Che il Pd sta scomparendo. Si rifugia dietro vagonate di candidati e liste civiche perché evidentemente si vergognano di utilizzare il proprio simbolo, riconducibile alle peggiori riforme degli ultimi trent’anni».
E adesso?
«Lavoriamo per vincere le elezioni politiche e le prossime regionali. E per rendere anche le leggi elettorali più democratiche ed eque».