Crisi dell’edilizia senza fine In 8 anni imprese dimezzate
Oggi il sit-in organizzato da Fillea Cgil davanti a un cantiere fantasma in via Tavo Il segretario Aloumon: «Subito l’avvio dei grandi appalti per rilanciare il settore»
PESCARA. Centinaia di imprese chiuse. Migliaia di lavoratori licenziati. Lavori pubblici quasi fermi. Ecco le drammatiche condizioni del settore dell’edilizia nella provincia di Pescara. La Fillea, il sindacato di categoria della Cgil, ha mostrato dei dati che fanno paura. Nel giro degli ultimo otto anni, le imprese e i lavoratori si sono più che dimezzati.
Per accendere i riflettori su un settore che sta piano piano morendo, il segretario generale della Fillea di Pescara Dovi Aloumon ha organizzato per questa mattina, dalle 10 alle 12, un sit-in con i lavoratori del settore, cui prenderanno parte anche il responsabile regionale e quello nazionale del sindacato di categoria, Silvio Amicucci e Antonio Di Franco e i segretari generali della Cgil di Pescara e dell’Abruzzo Emilia Di Nicola e Sandro Del Fattore. Per la manifestazione è stato scelto un posto simbolico, il cantiere fantasma tra via Tavo e via Tronto. Si tratta di un’opera pubblica cominciata nel 2006, per la realizzazione di 64 alloggi popolari, che doveva concludersi nel 2011, ma l’appalto si è poi bloccato durante i lavori per un contenzioso nato tra il Comune e la ditta.
«È una delle tante opere ferme», spiega Aloumon, «altre stentano a partire e potrebbero invece rilanciare il settore dell’edilizia minacciato da una crisi che dura ormai da diversi anni».
I dati snocciolati dal segretario generale sono impressionanti. Il numero delle imprese iscritte alla Cassa edile nella provincia di Pescara è precipitato da 968, del 2008 a 512, nel 2016, con una riduzione di 456 imprese, pari al 53 per cento. Risulta dimezzato in otto anni anche il numero di operai sceso da 5.670, nel 2008 a 2.718, nel 2016, con un crollo di 2.952 lavoratori, pari al 52 per cento in meno. E ancora: le ore lavorate hanno subìto una riduzione del 64 per cento, mentre la massa salari ha fatto registrare un calo del 58 per cento.
Il segretario generale ricorda, in proposito, la chiusura di due cementifici, la Sacci spa, di Pescara e la Italcementi, di Scafa, «con centinaia di lavoratori lasciati a casa». Da qui la richiesta alle istituzioni dell’avvio immediato dei grandi appalti previsti nel Masterplan della Regione, come il raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Chieti (10 milioni di euro); la deviazione del porto canale di Pescara (15 milioni); la riqualificazione delle aree di risulta (12 milioni); l’adeguamento del piano altimetrico del tratto stradale tra contrada Blanzano, di Penne e contrada Passo Cordone, di Loreto Aprutino (36 milioni).
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