Cristina e Nadia: via dall’Ucraina, ora vogliamo lavorare

PESCARA. Vogliono lavorare, in attesa che finisca la guerra per poter tornare a casa, nella Mariupol devastata. Cristina e Nadia, mamme di due bimbi, di 3 a 10 anni, vogliono fare un corso di lingua...
PESCARA. Vogliono lavorare, in attesa che finisca la guerra per poter tornare a casa, nella Mariupol devastata. Cristina e Nadia, mamme di due bimbi, di 3 a 10 anni, vogliono fare un corso di lingua italiana per imparare un mestiere. Alloggiano all'hotel City di Montesilvano e le giornate non passano mai. Al centro di accoglienza di Porta Nuova sono andate con l'amico Dimitri Khoma, 25 anni, di origini ucraine, contitolare di un ristorante di Picciano, nel Pescarese, che le ha aiutate a riempire i moduli per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo della questura e, dalla Asl, la tessera sanitaria per le emergenze. Dimitri ha un fratello, Ruslan, di 36 anni, che combatte in Ucraina ed è molto preoccupato per le sue sorti. Nel frattempo sta dando una mano alle amiche profughe ad ambientarsi in città. «Stanno impazzendo a non fare nulla», traduce il giovane, mentre le mamme, una di queste laureata in Economia e commercio, non perdono mai di vista i loro pargoli che si divertono nell'area giochi attrezzata nella struttura di accoglienza e poi vanno a fare incetta di cioccolata al punto ristoro della Caritas. Dietro al tavolo, allestito con ogni ben di Dio, ci sono le operatrici Luigina Tartaglia e Manuel Paparella che assistono i bimbi «come fossero nostri figli». Ad intrattenere i piccoli ci pensa la "dottoressa Stellina", Valeria Pellicciaro, coordinatrice di Will Clown Pescara, che tira fuori il pettinone e il forbicione e comincia a tagliare, per finta, i capelli di Antonio Romano, presidente di Valpescara Protezione civile. Le mamme hanno intenzione di iscriverli a scuola e ad un'associazione sportiva e tutte le informazioni su cosa fare e a chi rivolgersi sono scritte in ucraino sui cartelli, sopra alle colonne del centro. (c.co.)

