Croce Rossa in lutto, muore l’infermiere Cecchini

SPOLTORE. È stato stroncato da un infarto, a Roma. Una morte improvvisa quella di Antonio Cecchini, infermiere del 118 in pensione, che aveva 71 anni. Lo ricorda la Croce Rossa di Spoltore, che era...
SPOLTORE. È stato stroncato da un infarto, a Roma. Una morte improvvisa quella di Antonio Cecchini, infermiere del 118 in pensione, che aveva 71 anni. Lo ricorda la Croce Rossa di Spoltore, che era diventata la sua nuova famiglia, una volta lasciato il 118. «Per noi della Cri di Spoltore è stato un maestro, un mentore, soprattutto un amico. Un amico di cui potersi fidare sempre e a occhi chiusi», dicono dopo aver saputo della sua scomparsa. «Quando è stata attivata la Croce Rossa a Spoltore, e lui faceva già parte del nostro gruppo», dice il presidente Pierluigi Parisi, «Antonio mi convinse che dovevamo dotarci di una ambulanza migliore. Mi accompagnò, mi guidò in questa iniziativa e così spiccammo il volo», prosegue rammaricato Parisi, che ha «perso un amico vero. A lui mi sentivo legato da un rapporto profondo, sincero e leale», avendo condiviso prima l’esperienza alla Centrale 118 di Pescara, durata oltre 15 anni, e poi quella a Spoltore. Pur vivendo a Pescara «era rimasto legato alle sue origini, e si è prodigato, anno dopo anno, per il popolo eritreo. I container con gli aiuti sanitari (per i quali coinvolgeva sempre amici e colleghi) e i numerosi viaggi in quella terra, occupavano gran parte del suo tempo: quello che avanzava dal suo infaticabile impegno di infermiere sulle ambulanze del 118», raccontano sempre dalla Cri di Spoltore. «Resta il ricordo del suo sorriso e di quell’aiuto che non negava mai a nessuno».

