Crollo in galleria, la Procura nomina il perito di Rigopiano E ieri il primo sopralluogo

Ispezione del professor Chiaia con i carabinieri forestali nel tunnel sequestrato E due giorni fa, importante acquisizione di documenti nella sede pescarese Anas
PESCARA. Sarà Bernardino Chiaia, docente del Politecnico di Torino, a stilare la perizia sulle cause del crollo della parte interna della galleria San Silvestro che si è verificato dopo le abbondanti piogge dei giorni scorsi, posta sotto sequestro dalla procura di Pescara il 24 novembre. L'esperto, già nominato dalla Procura per l’inchiesta sulla tragedia di Rigopiano, è stato nominato dal procuratore Giuseppe Bellelli e dal sostituto Anna Benigni che conducono l’inchiesta su quel crollo, al momento senza indagati, ma con ipotesi di reato piuttosto pesanti: attentato alla sicurezza dei trasporti, omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, getto pericoloso di cose e delitto colposo di danno.
Ieri pomeriggio Chiaia, accompagnato dai carabinieri del Nipaaf di Pescara, da uomini della pg della polizia e dalla territoriale, su disposizione della magistratura, ha eseguito una ispezione sui luoghi, per poter «accertare la dinamica degli eventi e verificare la sussistenza dei reati per i quali si procede» come hanno specificato i magistrati nel decreto di ispezione.
Il perito ha eseguito una serie di rilievi tecnici per poi andare a visionare anche la parte esterna sopra la galleria, sul versante di San Silvestro. A presenziare a questo atto ufficiale, c'era anche una terna di ingegneri dell’Anas (erano presenti gli ingegneri Giuseppe Scarpelli del Politecnico delle Marche e presidente della commissione tecnica dell’Anas; Enzo Di Vittorio e Marco Angelo Bosio, responsabile area gestione rete Anas), individuati dallo stesso ente che due giorni fa è stato oggetto di una importante acquisizione di documenti.
Sempre la procura di Pescara ha spedito i carabinieri forestali e uomini della pg della polizia di Stato nella sede pescarese dell'Anas per acquisire un gran numero di carte relative a quell’opera. La richiesta dei magistrati è stata piuttosto ampia: si parte dagli atti relativi alla procedura della gara di appalto (la galleria venne inaugurata nel 2007 e realizzata dalla Toto); progetto esecutivo dell'opera; collaudo statico e tecnico-amministrativo della galleria; rapporti di ispezioni periodici; piano della sorveglianza; documenti su eventuali interventi di manutenzione sul rivestimento post realizzazione; eventuali interventi esterni. Insomma, la procura non vuol lasciare nulla di intentato per accertare le cause di quel crollo che ha rischiato di fare una vittima. Il conducente di un suv Bmw si è infatti miracolosamente salvato finendo con la sua auto in bilico sulle macerie (e peraltro è già stato ascoltato dagli inquirenti per fornire la sua preziosa testimonianza di quanto accaduto davanti ai suoi occhi).
La perizia, a questo punto indispensabile per il prosieguo dell'inchiesta e per far sì che la galleria possa riaprire al più presto, dovrà accertare le cause del crollo (dovute probabilmente alle infiltrazioni d'acqua e alla mancata manutenzione degli scarichi) e soprattutto eventuali responsabilità di chi era destinatario di determinati controlli non eseguiti, o se, invece, la questione potrebbe dipendere da problematiche legate alla stessa realizzazione della galleria. Si tratta, dunque, di una inchiesta squisitamente tecnica che potrebbe determinare un probabile rimpallo di responsabilità tra Anas e Toto, peraltro già iniziato otto anni fa, nel 2015, sempre in relazioni a una importante infiltrazione di acqua.

