Cuccarini inaugura casa Agbe 2 per le famiglie dei bimbi malati

27 Luglio 2022

La showgirl a capo della fondazione Trenta ore per la vita: «Eccellenza di riferimento per il centro sud» I cinque alloggi della struttura, con i 7 dell’altro edificio, sono a disposizione di chi viene da fuori regione

PESCARA. «Queste strutture, con il centro di eccellenza ospedaliero, sono un punto di riferimento importante nel centro sud Italia per i piccoli malati oncoematologici e le loro famiglie: stare insieme fa parte della cura». Tanti sorrisi e il grande entusiasmo di Lorella Cuccarini, a capo della Fondazione Trenta Ore per la vita, che ieri mattina è tornata in città, accolta da un bagno di folla malgrado le temperature bollenti, per inaugurare la seconda casa Agbe di via Corno Grande, intitolata all'ematologo Glauco Torlontano, scomparso undici anni fa. Tra qualche giorno l'edificio blu (3 piani, 500 metri quadrati con camere, bagno, cucine, terrazzi e salotti) che si trova a 50 metri dalla casa alloggio rossa Trenta Ore per la Vita, ospiterà gratuitamente cinque famiglie dei piccoli pazienti affetti da leucemie e tumori, ricoverati al dipartimento di Oncoematologia diretto da Mauro Di Ianni.
Con Cuccarini, madrina dell’evento, abbigliata di arancio come i colori dell’associazione guidata da Achille Di Paolo Emilio, hanno tagliato il nastro (due volte, la seconda insieme ai bambini) l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì; il presidente della Provincia, Ottavio De Martinis; il vice sindaco Gianni Santilli e l'assessore all'Ascolto sociale, Nicoletta Di Nisio; il sindaco di Spoltore, Chiara Trulli; il consigliere regionale Guerino Testa. Ha inviato un saluto il manager Asl, Vincenzo Ciamponi, presenti autorità e associazioni.
Alla cerimonia, benedetta da don Pietro Di Crescenzo, parroco di Torino di Sangro amico dell’Agbe, era presente la moglie di Torlontano, Teresa Calabrò: «Mio marito sarebbe felice di essere qui, fiero e orgoglioso di quanto è stato realizzato negli anni dall’Agbe», associazione fondata 23 anni fa dal presidente Di Paolo Emilio con Massimo Parenti, «insieme hanno realizzato il primo day hospital, e quando nell'ospedale mancavano le medicine mi mandava a comprarle a Roma, alle farmacie vaticane». Il figlio Giuliano Torlontano ha inviato un messaggio:«"Una iniziativa meritoria per i “nostri bambini” come diceva mio padre. La nuova casa non sarebbe mai nata senza l'Ematologia che mio padre costruì tra mille difficoltà. Ecco perché casa Agbe è il segno di una speranza intramontabile». La prima casa Agbe, sorta il 21 giugno 2009, ha accolto «44mila persone», ha ricordato Cuccarini che con la sua fondazione ha finanziato le due strutture: 90mila euro destinati a Casa Agbe Torlontano costata 550mila euro. Di qui il «grazie» della show girl e del presidente Di Paolo, visibilmente emozionati, «a tutti i benefattori pescaresi, e non, che hanno un cuore enorme. Oggi facciamo festa perché raggiungiamo un traguardo. Sembrava un sogno irrealizzabile con i ritardi dovuti alla pandemia, i tanti sacrifici economici».
Lo sanno bene i papà, le mamme e le nonne con gli occhi lucidi. Come quelli di Annamaria Staniscia: «Ho voluto esserci oggi per dare un segnale di speranza, anche se la mia nipotina di 19 mesi non c'è più». E ora «c'è da fare un altro sforzo: potenziare il centro ematologico ospedaliero», ha detto il presidente Agbe rivolto all'assessore Verì che ha risposto: «Questo progetto avviato nel 2003 con la posa della prima pietra evidenzia che insieme, associazioni e istituzioni, si possono raggiungere grandi risultati».