Cucina di casa e vernacolo la lezione di Irma ai ragazzi

Allegra e spumeggiante esibizione della Cauli, autrice di poesie dialettali: l’iniziativa al Conad di via Milano davanti a una cinquantina di studenti
PESCARA. Allegra, spumeggiante, tanta grinta e amore per l'Abruzzo e la cucina tradizionale. Si è presentata così, ieri mattina, al Conad di via Milano, Irma Cauli, ristoratrice di Atessa e autrice di brillanti poesie dialettali.
È stata lei la protagonista di una lezione ai fornelli organizzata dal punto vendita e indirizzata alla clientela e a una cinquantina di bambini, gli alunni della 1ª C della Pascoli di via Roma e della V C Silone di via Milano, accompagnati dalle insegnanti Roberta Bizzarri e Oriana Ranieri. La cuoca, in costume abruzzese, munita di spianatoia e matterello, si è intrattenuta un paio d’ore con loro, intervallando la lezione di cucina con una serie di poesie.
Ha cucinato come prima cosa un sugo «finto» di pomodoro, aggiungendo agli ingredienti base le pallottine cace e ove, cioè le piccole polpette fatte con uova e formaggio, piatto tipico che Cauli ha trasformato in maniera intelligente in un prodotto confezionato da supermercato, con l'azienda gestita dalle figlie. Poi ha impastato e cotto la pasta realizzando il «nido di chitarra alle pallottine cace e ove». Il secondo piatto al centro della lezione le «pizzelle salate al Montepulciano d'Abruzzo», dette anche neole o ferratelle, nella versione salata con il vino, e ha invitato i bambini a «farle preparare a casa, con la marmellata sopra, per una merenda sana e genuina».
Tra un passaggio e l'altro, la simpatica cuoca ha raccontato aneddoti e ricordi e non ha tralasciato di declamare i versi di "La Stazione", una composizione poetica che parla di lei e del suo ristorante, che si trova in una ex stazione. A proposito del dialetto ha sollecitato i piccoli ospiti a «conoscerlo, perché è fondamentale. Dite a maestre e professori di insegnarvelo».
Dietro l'insolita mattinata c'è Fabrizio Costantini, direttore del Conad di via Milano, che ha messo a disposizione locali e materie prime con il desiderio di «diffondere il prezioso patrimonio dell'Abruzzo e cioè le ricette e le nostre tradizioni. Irma non è una chef famosa ma, come milioni di donne, ha il compito di custodire e tramandare questi tesori e noi abbiamo voluto fare la nostra parte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

