Cucina, letti e rifiuti nel tunnel della stazione

Blitz della polizia municipale: allontanate 14 persone accampate nel degrado Rimossi materassi, vestiti e altri oggetti. Anche passeggini per bambini
PESCARA. Vivono nella sporcizia, circondati da rifiuti di ogni genere ed escrementi. Dormono uno a fianco all’altro, su una serie di materassi allineati e in molti casi sistemati con rete, lenzuola e coperte. E sempre lì conservano quel poco che hanno: vestiti, scarpe, alcuni effetti personali, qualche pentola per cucinare su un cucinino improvvisato e prodotti per l’igiene personale. Uno di loro legge un libro di fiabe italiane, forse per allietare i bimbi o magari solo per prendere sonno.
Il tunnel di via Ferrari vicino alla stazione ferroviaria, destinato ad ospitare il mercatino etnico dei senegalesi, continua ad essere il rifugio di tanti senzatetto, anche nel tratto in cui il Comune ha già eseguito i lavori per ospitare le bancarelle. L’ennesima conferma è arrivata ieri mattina durante un blitz della polizia municipale, promosso dal comandante Carlo Maggitti. Alcuni uomini, coordinati sul posto dal maggiore Danilo Palestini, hanno sgomberato 14 persone, tra senegalesi, nigeriani e rumeni. Sono tutti in regola e, dopo essere stati identificati, alcuni hanno detto di aver collaborato con il Comune per svolgere dei lavoretti di pubblica utilità, altri si sono lamentano di guadagnare troppo poco con il caporale di turno e hanno preso tempo prima di andarsene, mentre qualcuno ha racimolato le proprie cose e le ha portate via. Molti, invece, hanno lasciato tutto sotto al tunnel e si sono allontanati alla ricerca di un altro rifugio.
Nel sottopasso insudiciato, dove il Centro ha registrato solo pochi giorni fa l’accampamento dei senzatetto, sono arrivati anche i mezzi della società Attiva e gli addetti si sono occupati della pulizia. C’erano da rimuovere non solo i letti e gli averi di chi ha dormito lì fino a ieri, ma anche un tappeto puzzolente di rifiuti. Il tunnel, che un tempo ospitava un parcheggio, non è solo un dormitorio ma anche un bagno a cielo aperto, tant’è che l’aria è irrespirabile, e un punto dove prostituirsi lontano da occhi indiscreti. Il rischio è che nel giro di poche ore la situazione torni esattamente come ieri, essendo già accaduto più e più volte.
«Abbiamo attivato le unità di strada», dice il sindaco Marco Alessandrini, sapendo che queste situazioni possono «sclerotizzarsi» e che «il degrado potrebbe spingersi verso altre zone» della città. Ecco perché bisogna «dare al più presto una definizione alle sorti di quel tunnel, perché non vi si concentri la marginalità».
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