Cultura, Tiboni critica Febbo

14 Ottobre 2019

La madrina del Premio Flaiano alza il cartellino rosso al forzista

PESCARA. La cultura fa già economia, ciò che manca all’Abruzzo è dare certezze di vita ai marchi culturali della regione. E non parliamo di sagre paesane e fiere con arrosticini e vino rosso. Parliamo invece di eventi diventati simboli identitari per l’Abruzzo.
Non è quindi un caso se a intervenire, nel giorno in cui la giunta regionale approva il primo di tre bandi che assegnano fondi alla cultura, sia proprio Carla Tiboni, presidente dei Premi Internazionali Flaiano, che alza il cartellino rosso all’indirizzo dell’assessore regionale, Mauro Febbo.
«Tutte le realtà culturali abruzzesi attendevano il bando per i grandi eventi annunciato dalla Regione e lo stanziamento dei soldi per la cultura, che è ormai il fanalino di coda di tutte le amministrazioni, qualsiasi sia l’orientamento politico. Ma di questo ci se n’é fatta una ragione», scrive l’avvocato Tiboni che fa vivere una manifestazione prestigiosa creata dal papà Edoardo. «Ciò che non è condivisibile è affermare che la cultura deve tornare a fare economia», afferma. «Per chi conosce profondamente le realtà culturali abruzzesi, questo fattore è da sempre riscontrabile, non con manifestazioni occasionali né festaiole, ma organizzate in modo da costituire un patrimonio e un giacimento per il lavoro e per il territorio».
«La cultura fa economia da sempre, con un indotto che è insito nell’attività stessa, crea posti di lavoro per maestranze qualificate ed in continuo sviluppo e, soprattutto, consente alle nuove generazioni di ricercare occupazione con particolare professionalità e in ambiti nuovi. Il punto è un altro», sottolinea Carla Tiboni, «il punto è quello di avere la giusta considerazione e il riconoscimento per il lavoro svolto da decenni, con maggiori certezze nel tempo per le attività culturali esistenti, in questo modo dando stabilità lavorativa alle maestranze del settore e all’impresa cultura». (l.c.)