Cura antivirale, inizio deludente

Pillola Merck a soli 23 abruzzesi in due settimane. Ma è in arrivo quella di Pfizer
PESCARA. Grande è la speranza che possa ridurre i ricoveri dovuti alle complicanze del Covid – soprattutto tra i non vaccinati che sono i più esposti perché senza difese – ma la nuova cura antivirale non ingrana ancora. Sono infatti solo 23 gli abruzzesi per cui è cominciato il trattamento con la pillola anti-Covid prodotta dall’azienda farmaceutica Merck, il Molnupiravir con nome commerciale “Lagevrio”, disponibile solo da un paio di settimane. Non va meglio a livello nazionale: in Italia solo 1.492 pazienti trattati nelle prime due settimane, a fronte di numeri sui contagi e sulle ospedalizzazioni che viaggiano a ben altre scala di grandezza.
A tracciare un primo bilancio è il rapporto dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa sugli antivirali pubblicato nei giorni scorsi, che rappresenta un inedito assoluto nella pandemia.
Il rapporto mostra comunque una crescita: nella settimana dal 6 al 12 gennaio erano stati solo 8 gli abruzzesi trattati con il Molnupiravir, dal 13 al 19 sono stati 15.
Come ricorda lo stesso rapporto dell’Aifa, «il Lagevrio è indicato per il trattamento di Covid-19 negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso forme severe di Covid-19».
È invece fisiologico, vista l’introduzione del nuovo farmaco della Merck, il leggero calo riscontrato nell’uso dell’altro antivirale, il Remdesivir (prodotto dalla Gilead con il nome commerciale “Vexlury”), con cui in Abruzzo sono stati trattati 2.343 pazienti dal settembre del 2020 ad oggi, di cui 27 nelle tre settimane prese in esame dal primo rapporto Aifa.
Ora l’attesa è invece tutta per il terzo farmaco anti-Covid, quello prodotto dall’azienda Pfizer: il Nirmatrelvir, commercializzato con il nome di “Paxlovid”, studiato per fermare la replicazione del virus nell’organismo e per la cui somministrazione ha già ricevuto a fine 2021 il via libera dell’Agenzia europea dei farmaci Ema. (l.t.)

