Cure contro i tumori Stop alle sedute serali

12 Febbraio 2017

Radioterapia, appuntamenti posticipati dal 17 febbraio: le liste di attesa si allungano

PESCARA. Al reparto di radioterapia oncologica dell’ospedale civile sanno tutti – medici, personale infermieristico, tecnici e anche i pazienti – che dal 17 febbraio prossimo, venerdì, saranno interrotti i turni serali, dalle 20 alle 24, per le cure radioterapiche con l’acceleratore lineare. Devono saperlo, perché gli appuntamenti con i malati che devono sottoporsi a questo tipo di terapia di contrasto a vari tipi di tumore sono preceduti da una serie di esami clinici e dunque vanno presi per tempo, anche perché previsti all’interno di un ciclo che ha tempi ben precisi perché possa risultare efficace.

Quello che non sanno è se e quando il servizio notturno di trattamento radioterapico riprenderà. Ovviamente sembra inevitabile un allungamento delle liste di attesa, che quando si parla di malati di cancro diventa una condizione intollerabile.

I turni serali, con 16 pazienti di media, fanno parte di un progetto della Asl che prevede sedute aggiuntive rispetto a quelle giornaliere che vengono remunerate a parte al personale, medico e non, con risorse ulteriori rispetto a quelle correnti e che vengono stanziate, quando ciò avviene, ogni sei/otto mesi dalla Regione nell’ambito della programmazione per abbattere le liste di attesa. «Non c’è alcun tipo di sottrazione dei fondi a questo destinati», assicura l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci. Rispondendo così indirettamente al consigliere del Movimento 5 stelle in Regione Domenico Pettinari, che invece attacca Palazzo dell’Emiciclo e allarmato parla di «assenza di una reale politica di abbattimento delle liste di attesa», citando ad esempio proprio il caso di Pescara: «Perché è stato tolto il turno serale? A mio avviso questo risponde a logiche di tagli dei servizi e tagli al personale: la programmazione della Regione Abruzzo è.... tagliare», incalza polemico. Dalla direzione strategica della Azienda sanitaria locale minimizzano: «Non esiste alcuna intenzione di interrompere i turni serali», sostiene il direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato. «Stiamo rivalutando questo tipo di attività, anche perché il piano di abbattimento delle liste di attesa non riguarda solo la radioterapia, ma anche le sale operatorie o i laboratori per esempio. Compatibilmente con i fondi erogati da lunedì troveremo certamente delle soluzioni». «Non è accettabile questa organizzazione dell’ultimo momento quando si parla di radioterapia», tuona Marco D’Alessandro, primario del reparto fino allo scorso novembre, e non ancora sostituito. «Il servizio deve sapere per tempo di quante ore e personale può disporre per le terapie. Tanto è vero che i pazienti del turno serale che non chiuderanno la terapia per il 17 febbraio, ma dovranno fare altre sedute, sono già stati spostati al turno del mattino. Ritengo che il finanziamento copra fino al 17 e che la direzione generale della Asl stia pensando a che fare, ma insisto: per il reparto – e per la gente malata di tumore – è importante sapere con il dovuto anticipo su cosa potrà contare, altrimenti diventa un problema serio, il trattamento radiante non è una cosa semplice, bisogna fare Tac, preparare il paziente. Insomma non si può sapere il giorno prima se si farà la seduta o meno».

Sulla normale e corretta attività della Radioterapia pesa anche il problema della vetustà dell’unico acceleratore lineare in funzione: l’apparecchio lavora a regime intenso da oltre dieci anni, tempo medio di vita ed efficienza di questo tipo di apparecchi, e spesso si rompe, con interruzione di cure importanti e allungamento delle liste di attesa. È in arrivo un secondo acceleratore lineare, i lavori per posizionarlo, quindi creando un bnker sono da poco iniziati. Ma sono in molti a ritenere che bìnon sarà sufficiente a soddisfare le esigenze.