Cure e assistenza ai malati: diventiamo regione virtuosa

Settimi in Italia dopo aver superato quota 200. Sorpassati anche Marche, Lazio e Liguria Tra i dati migliori vaccinazioni e screening tumorali. Ma i posti per gli anziani sono pochi
PESCARA . Sono solo otto, e l’Abruzzo è tra queste, le regioni italiane nelle quali i Livelli essenziali di assistenza superano quota 200, l’indicatore dell’eccellenza. A certificarlo è direttamente il Ministero della salute, che ha appena pubblicato il monitoraggio sui Lea riferiti alla fine del 2017, che pone l’Abruzzo in settima posizione. Numeri che parlano della qualità delle cure raggiunta nella nostra regione sotto la “gestione” dell’assessore Silvio Paolucci, e dai quali il nuovo assessore Nicoletta Verì dovrà ripartire per risolvere anche le criticità.
IL REPORT. Dal controllo dei contaminanti negli alimenti, ai posti letto per anziani nelle strutture residenziali; dalla percentuale di bambini vaccinati, alla quantità di farmaci distribuiti dalle farmacie ospedaliere, agli screening di primo livello per individuare le patologie a carico di cervice uterina, mammella, colon retto. Un’indagine a tutto campo sul pianeta sanità, dal quale emerge che l’Abruzzo raggiunge «valori adeguati, entro i parametri di riferimento, per la maggior parte degli indicatori relativi ai tre livelli di assistenza prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e ospedaliera». A curare il report è stata la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute.
LE NOTE NEGATIVE. Un rapporto nel quale, tuttavia, emerge anche qualche criticità «nel livello di assistenza distrettuale, dove si registra uno scostamento non accettabile», per quanto riguarda il numero di posti per assistenza agli anziani in strutture residenziali, e il consumo annuo dei farmaci “Pht” (Prontuario della distribuzione diretta), vale a dire quelli distribuiti dalle strutture sanitarie, che si attesta a quota 34,76%.
LE MAGNIFICHE OTTO. Oltre all’Abruzzo, soltanto in altre sette regioni italiane vien e superata la fatidica quota 200: si tratta di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria e Marche. Sei territori si collocano, con un punteggio compreso tra 200 e 160, al minimo livello accettabile: si tratta di Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, la Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia. Le Regioni Campania, Valle D’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano si caratterizzano per i punteggi inferiori a 160 e presentano diverse criticità, da ricondurre in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area assistenziale per quanto riguarda le strutture residenziali per anziani e disabili.
I VACCINI. L’Abruzzo si piazza bene in quanto a copertura vaccinale destinata ai bambini fino a 24 mesi. Per la prevenzione di polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b ( Hib), la percentuale è del 97,4%. Prima di noi c’è solo la Basilicata (97,7%). Per quanto riguarda invece morbillo, parotite e rosolia la percentuale di bambini vaccinati a fine 2017 era dell’89,2%. Un dato, secondo gli esperti del ministero, che evidenzia uno «scostamento rilevante» rispetto al valore normale (92), ma che viene considerato in via di miglioramento. Criticità vengono segnalate sulla vaccinazione antinfluenzale negli anziani , per i quali la copertura è del 49,1%. LA PREVENZIONE. Raggiunge il livello 9, cioè il massimo, la porzione di popolazione che ha eseguito gli screening per individuare eventuali patologie a carico di cervice uterina, mammella, colon retto.
IN OSPEDALE. Il tasso di ospedalizzazione in età pediatrica era di 158,22 bambini per 100mila. Quello riferito agli adulti (diabete, malattie croniche del sistema respiratorio e scompenso cardiaco) era di 364,4 per 100mila abitanti. Gli anziani trattati in Adi erano il 3,1% e il numero di posti per assistenza in strutture residenziali è pari al 5,6 per mille. I dati sono positivi a eccezione dei posti per anziani, in lieve scostamento rispetto alla soglia ideale ma in miglioramento.
I CONTROLLI. In Abruzzo alla fine del 2017 risultavano controlli per escludere la Tbc bovina nel 90,98% degli allevamenti, e nel 98% per la brucellosi. I controlli hanno riguardato anche il 100% delle aziende ovicaprine.

