Cure e piano vaccinale, è scontro

12 Febbraio 2021

I consiglieri Paolucci e Blasioli (Pd) attaccano la giunta: «Manca una strategia»

PESCARA . «Aver messo le Asl in gara sullo screening della popolazione è utile ad avere una fotografia temporanea della situazione dei contagi, ma serve a poco se non si è in grado di occuparsi di tracciamento dei dati, cura dei casi e di impostare una strategia di vaccinazione ampia e tempestiva». Lo affermano i consiglieri Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli che annunciano iniziative per avere risposte dall’esecutivo.
I dati sono il primo problema. «Oggi in Abruzzo ci sono quasi 11mila persone entrate in contatto col virus e in isolamento fiduciario, ma non conosciamo l’articolazione delle cure sul territorio», lamentano i consiglieri, «le strutture ospedaliere sono di nuovo sature, ma questo non risulta dai dati dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che usa statistiche trasmesse dalle Regioni al ministero e che solo due giorni fa riferiva di un tasso di occupazione dei posti letto di area non critica (pneumologia, infettivi, medicina), pari solo al 33%. Questo mentre la situazione dell’area metropolitana peggiorava al punto da portare il presidente Marco Marsilio prima a chiudere le scuole, poi a firmare l’ordinanza che ha istituito nel perimetro di Pescara, Montesilvano, Francavilla e Spoltore e in provincia di Chieti una zona arancione anomala con bar e ristoranti aperti, ma con divieto di assembramento».
Per Paolucci e Blasioli si tratta di una presa d’atto anche tardiva: «Più certezze ci sarebbero se solo conoscessimo la situazione in cui operano le Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale hanno l’obbligo di trasmettere alla Regione una rendicontazione trimestrale delle loro attività. Chiederemo di conoscerle non per metterle sotto accusa, ma per sostenerle. Fondi interamente statali avrebbero infatti dovuto consentire di assoldare 8 infermieri di comunità ogni 50mila abitanti, così oggi in Abruzzo dovrebbero essere circa 210 gli operatori a servizio dei territori, per potenziare l'assistenza ai fragili e cure domiciliari. Ma accade?», si chiedono i consiglieri Pd, «o gli assunti finiscono col tamponare la carenza degli infermieri negli ospedali?».