Cure negli Stati Uniti, la Asl deve pagare

2 Novembre 2018

I giudici di Avezzano: la famiglia di Mirko, il bimbo di Celano affetto da una grave malattia, ha diritto al rimborso delle spese

L’AQUILA . Altri ritardi nel trattamento della patologia da cui è affetto comprometterebbero «inevitabilmente la sua aspettativa di qualità della vita», e rischierebbero «di cagionargli un pregiudizio grave e irreparabile».
È una delle motivazioni con le quali il tribunale civile di Avezzano, riunito in composizione collegiale, ha accolto il ricorso presentato da Attilio Verna e Olimpia Cotturone, i genitori del piccolo Mirko, il bambino di 11 anni, di Celano, affetto da una grave patologia invalidante che gli impedisce anche il minimo movimento.
LA DECISIONE. Con un’ordinanza dello scorso 26 ottobre i giudici Andrea Dell’Orso (presidente), Giulia Sorrentino e Caterina Lauro (relatore), hanno stabilito che la famiglia di Mirko, rappresentata dall’avvocato Stefania Zaurrini, ha diritto al rimborso delle spese sostenute per curare il bambino all’estero. Autorizzazione che la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila aveva negato. I giudici, nell’accogliere il reclamo (revocando una precedente ordinanza emessa lo scorso giugno), hanno disposto «che le amministrazioni rimborsino il pagamento delle fatture che saranno emesse dal Saint Joseph’s Children Hospital» nel rispetto di quanto stabilisce un decreto del 1989, «e comunque nella misura minima pari al 10%». Il decreto citato nell’ordinanza, che mette fine alla fase cautelare del ricorso, fissa le percentuali di rimborso. Ad esempio, stabilisce che «le spese di carattere sanitario sono rimborsate nella misura dell’80%».
IN USA. Il centro d’eccellenza, dove il bambino si trova attualmente, è il Saint Joseph’s Children Hospital di New York. È qui che Mirko viene sottoposto a terapie d’avanguardia che stanno già sortendo minimi segnali. I genitori sono perfettamente consapevoli delle condizioni del bimbo, e per loro ogni piccolo miglioramento è già un miracolo. Lo scopo delle terapie non è tanto quello di guarire il piccolo paziente, ma di migliorarne la qualità della vita, alleggerendo la sua condizione e quella dei genitori.
ARTICOLO 32. Un diritto, quello alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che i giudici hanno puntualmente richiamato nell’ordinanza, ricordando che, in base al contesto normativo e regolamentare di riferimento, «il cittadino italiano può richiedere l’autorizzazione a sottoporsi a cure mediche adeguate erogate in uno Stato estero da centri di altissima specializzazione, per prestazioni che non siano ottenibili in Italia, perché non adeguate, o perché i tempi di attesa potrebbero compromettere lo stato di salute del paziente».
IL PRECEDENTE. Tra l’altro, si osserva nell’ordinanza, c’è già una sentenza delle sezioni unite della Cassazione che in materia di rimborso delle spese sanitarie sostenute per cure all’estero, che ha chiarito come la giurisdizione spetti al giudice ordinario «nel caso in cui l’autorizzazione sia stata chiesta e si assuma illegittimamente negata, giacché viene comunque in considerazione il fondamentale diritto alla salute, non suscettibile di affievolimento per effetto della discrezionalità meramente tecnica riconosciuta alla pubblica amministrazione, sui presupposti per l’erogazione delle prestazioni».
LA SOLIDARIETÀ. Se il bimbo ha potuto raggiungere gli Usa, per avere quella speranza a cui tutti hanno diritto, è grazie alla solidarietà di cittadini e istituzioni che si sono mobilitati. Anche i musicisti Pupo e Demo Morselli hanno risposto, con concerti per la raccolta di fondi. Ma le somme raccolte non sono sufficienti ad assicurare tutte le cure di cui c’è bisogno.
GRATITUDINE. «Finalmente, dice l’avvocato Zaurrini, «è stato riconosciuto a Mirko il diritto ala salute costituzionalmente garantito. Siamo grati a questo tribunale, che ha letto attentamente tutti gli atti».