«Curo un’invalida che ora resterà da sola»
Il blocco dell’assistenza domiciliare comporterà gravi conseguenze per i malati, ma anche per i loro familiari che non potranno più contare sull’aiuto degli operatori. È quanto sostiene Diana...
Il blocco dell’assistenza domiciliare comporterà gravi conseguenze per i malati, ma anche per i loro familiari che non potranno più contare sull’aiuto degli operatori. È quanto sostiene Diana Mastrodicasa, uno degli operatori della cooperativa Polis, che svolge per il Comune il servizio di assistenza domiciliare. Diana Mastrodicasa, che è anche segretario provinciale del Sicel (Sindacato italiano comitato lavoratori), ha voluto esprimere la sua preoccupazione per ciò che accadrà da oggi a 150 malati. L’operatrice ha raccontato, in proposito, la sua storia. «Io assisto una signora invalida al 100 per cento», dice, «oltre ad essere cardiopatica, non è autosufficiente. Per spostarsi da una stanza ad un’altra deve utilizzare un girello. Questa donna, da domani (oggi, ndr), non avrà più l’assistenza per almeno tre mesi. Non potrà più ricevere le cure necessarie, perché il Comune non ha stanziato i fondi». Secondo l’operatrice, la selezione dei malati che da oggi non usufruiranno più dell’assistenza, o che si vedranno ridurre le ore del servizio, sarebbe stata fatta senza considerare le patologie più gravi. Ci sarebbero tra gli esclusi, quindi, dei malati non autosufficienti che non riceveranno più aiuti nelle attività quotidiane, nella cura domestica, nella pulizia e nell’igiene personale e dell’alloggio in cui vivono. Per questo motivo, la sindacalista ha deciso di organizzare un sit-in per lunedì davanti al Comune.

