Cuzzi, Di Pietrantonio e Cipolla: il giudice boccia tutte le richieste

I tre puntavano alla revoca delle misure cautelari. Invece l’ex assessore dovrà rimanere fuori Pescara il dirigente Asl non può tornare a lavorare e per il promoter c’è ancora il divieto di organizzare eventi
PESCARA. Sono state tutte rigettate le richieste di revoca delle misure cautelari ancora in atto per l’ex assessore al turismo del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi, per l’ex segretario cittadino del Pd e dirigente della Asl, Moreno Di Pietrantonio, e per l’imprenditore dello spettacolo, Andrea Cipolla: tre degli otto imputati che figurano nel procedimento “grandi eventi” all'attenzione del gup.
Il giudice Antonella Di Carlo ha ritenuto che per tutti e tre «le considerazioni relative al versante cautelare devono ritenersi immutate», e per ognuno di loro ha fornito una breve motivazione.
CUZZI. Per Cuzzi, che ha il divieto di dimora a Pescara, il giudice ha negato anche l’autorizzazione ad accedere nel territorio di Pescara per svolgere la sua attività lavorativa una tantum. «Considerato che richieste mirate», ha scritto nel provvedimento di diniego, «per esigenze lavorative potrebbero trovare accoglimento se sorrette da idonea documentazione attestante l’effettività e la necessità dell’incombente, limitato nello spazio e nel tempo». Dunque, quando dovesse presentarsi la necessità sollevata dai difensori, in quel caso, ogni singola richiesta verrà valutata.
DI PIETRANTONIO. Per Moreno Di Pietrantonio, invece, che ha una sospensione di 12 mesi (che scade a fine luglio prossimo) dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio inerente il rapporto di assunzione con la Asl di Pescara, ha pesato l’ultimo deposito di documenti fatto dal pm Luca Sciarretta. Si tratta delle dichiarazioni di Patrizia Petrella, funzionaria della Asl (ex responsabile dell’ufficio acquisti) e di Luigia Dolce, attualmente indagata nello scandalo dell’appalto Asl truccato. Anche se Di Pietrantonio non riveste più la qualifica di dirigente facente funzione, persistono a suo carico «l’attualità e la concretezza dell'esigenza specialpreventiva di reiterazione perché sarebbe ancora sufficiente la sua mera veste di dipendente della struttura pubblica ospedaliera per interessarsi, attivarsi e fattivamente operare in bandi, gare e selezioni ad evidenza pubblica in favore degli appartenenti alla sua ramificata rete di relazioni, come da ultimo rilevabile, a significare la diversificazione degli interessi di Di Pietrantonio, dal contenuto delle dichiarazioni di Petrella e Dolce depositate dal pubblico ministero all’udienza del 4 giugno scorso». E su questa questione il legale del dirigente Asl è chiaro: «Il dottor Di Pietrantonio», scrive l’avvocato Anthony Aliano, «è completamente estraneo alla vicenda del dottor Trotta. Le dichiarazioni rese da Petrella e Dolce, sono inconferenti al procedimento che ci occupa e, in ogni caso, prive di rilevanza penale. La decisione del gup, sulle cui capacità decisionali confidiamo, prescinde da ogni valutazione nel merito».
CIPOLLA. Il terzo rigetto riguarda l’imprenditore Cipolla (interdizione per 12 mesi dall’esercizio della professione di promoter nel campo musicale). Anche per lui persistono, secondo il giudice, le esigenze per evitare la reiterazione del reato. «Perché le argomentazioni difensive», scrive il gup, «relative alla mutata compagine politica al Comune di Pescara, come alla rescissione formale dei legami di Cipolla con le due società strumento, non appaiono affatto decisive, posto che nel corso dell’investigazione del processo che occupa è emerso che Cipolla non si limitava affatto ad operare in via esclusiva con il Comune di Pescara per il tramite di Cuzzi, ma che il modus operandi attecchiva anche altrove, come dimostrato dalla vicenda del Comune di Termoli per l’aggiudicazione del concerto del 5 agosto 2019 in occasione della festività patronale di San Basso, illustrata dal pm nella richiesta della misura cautelare». Tutte istanze di revoca che avevano trovato l'opposizione della pubblica accusa.

