D’Alessandro: Pescara rapinata di 18 milioni

8 Settembre 2018

Periferie, il parlamentare Pd accusa: «L’Abruzzo è stato venduto a Roma dagli altri partiti»

PESCARA. «Il taglio dei fondi alle periferie è peggio di uno scippo. E' una rapina del Governo, con la complicità dei parlamentari abruzzesi della Lega e del Movimento 5 Stelle». Non usa mezze misure Camillo D'Alessandro, parlamentare del Pd, per descrivere la decisione di Roma circa i 18 milioni che avrebbero dovuto finanziare i progetti da portare nelle periferie pescaresi e non solo. Sono 96 i Comuni italiani prima coinvolti e poi tagliati dal finanziamento, che adesso chiedono a gran voce il rispetto degli accordi firmati. «Non esistono altri fondi che possano sostituire quelli inizialmente stanziati. Lunedì presenterò un emendamento alla commissione bilancio alla Camera, per chiedere il ripristino dei fondi e martedì prenderò la parola per esporre tutti quei progetti già approvati e che adesso rischiano concretamente di saltare». Poi rincara la dose: «Voglio sottolineare come siano stati solamente i parlamentari del Pd a difendere in aula un qualcosa che ci spetterebbe di diritto, nel silenzio più totale di Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle, che hanno venduto l'Abruzzo a Roma. Fa riflettere come in ballo ci siano altri comuni abruzzesi, come Chieti, L'Aquila e Teramo, anche appartenenti ad altre forze politiche e non supportati dai loro partiti. Gente come Pettinari dovrebbe dimettersi immediatamente. Il suo partito è quello che più di altri ha alimentato rabbia e aspettative nelle periferie e adesso, lo stesso partito, ha cancellato le risorse stanziate dai precedenti governi. Lo stesso vale per la Marcozzi. Sono dei costruttori d'ipocrisia, che sfruttano le esigenze dei cittadini per poi tradirle puntualmente».
Tuttavia, come già accaduto dopo l'incontro a Roma, non filtra ottimismo: «Non credo che il Governo tornerà sui suoi passi», conclude. Accanto a lui il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, che definisce la sottrazione «uno scippo istituzionale», ma che non si arrende annunciando il «prosieguo della mobilitazione per ottenere quello che i cittadini giustamente si aspettano». Quindi, interviene l'assessore Giacomo Cuzzi, anche lui presente all'incontro di martedì scorso: «Toglierci delle risorse, per noi preziose, da destinare alla riqualificazione di quartieri troppe volte balzati alla cronaca a causa dei mancati interventi, è una scelta politica. Il progetto delle periferie, portato avanti dal Pd, insieme a Renzo Piano, serviva proprio per collegare determinate zone al cuore della città. Abbiamo lavorato con tante associazioni per costruire un'anima all'interno di queste zone. Hanno detto che i progetti non erano pronti, quando in realtà sono già stati consegnati. Anzi, siamo stati costretti a sospenderli». Quindi continua: «E' stata una scelta politica anche a Pescara, dove anziché stare tutti dalla stessa parte per portare 18 milioni alla città, i consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno votato contro e il centrodestra è improvvisamente sparito dall'aula. Guerino Testa di Fratelli d'Italia diceva di voler fare una battaglia a fianco del Comune, ma non è stato in grado neanche di votare un ordine del giorno. Questi sono tutti partiti politici che durante le campagne elettorali sono andati in quei quartieri a promettere interventi e riqualificazione. Temo che questi soldi siano già destinati ad altro. E' una rapina da parte di ladri di periferie, futuro e speranza».