D’Alessio a Pescara «L’Abruzzo mi piace è semplice come me»

17 Giugno 2014

PESCARA. «Sono un fan dell’Abruzzo. Offre una semplicità difficile da trovare». Parola di Gigi D’Alessio che dall’Abruzzo ha deciso di partire con il suo tour estivo. Il cantautore partenopeo, si...

PESCARA. «Sono un fan dell’Abruzzo. Offre una semplicità difficile da trovare». Parola di Gigi D’Alessio che dall’Abruzzo ha deciso di partire con il suo tour estivo. Il cantautore partenopeo, si esibirà al campo sportivo Marcantonio di Cepagatti con il suo “Ora tour” il prossimo 11 luglio. L’artista, intervistato dal Centro, ha parlato del suo nuovo lavoro discografico, “Ora”. Tra le 11 tracce contenute nel cd c’è “Notti di lune storte”, con la partecipazione di Enzo Avitabile. Ma c’è anche il duetto domestico con la compagna Anna Tatangelo in “Serpente a sonagli”, canzone che vanta la prestigiosa firma di Mogol. I biglietti sono acquistabili su circuiti CiaoTickets e TicketOne ai seguenti prezzi: 40 euro per la poltronissima numerata, 30 euro per il secondo settore, 20 euro per il posto in piedi. A queste cifre vanno aggiunti i diritti di prevendita. L’organizzazione è curata da Eventi e Concerti Live, Alhena Entertainment, Asd Torre Alex, Art Events, 4U.

Ha definito “Ora” l’album della maturità. Ce lo presenti.

«Superati i 40 anni si comincia un po’ a tirare le somme. Credo che “Ora” sia, ancor più che l’album della maturità, l’album di verità. Non ho mai avuto segreti con il pubblico, riesco a essere sempre me stesso quando scrivo. “Ora” è un album vero. Ho voluto raccontarmi. Ho parlato di me. Ho affrontato diverse tematiche mettendoci tanta speranza. La speranza è il filo conduttore dell’album. “Ora” è la canzone che ho voluto dedicare al pubblico, ai fan che mi seguono da più di 20 anni. C’è “Notti di lune storte”, che definisco un pezzo straordinario. Tutti possono dedicarlo a una persona più giovane. Anche io ho attraversato tante notti di lune storte. C’è poi l’omaggio in dialetto a Napoli, “Si turnasse a nascere”».

Nell’album si fondono diversi generi musicali, dal pop al rock più energico. Perché questa scelta?

«La musica è come una donna nuda. È come la vesti. Le metti il tailleur e diventa chic, le metti il vestito di pelle e diventa rock. Ma sotto resta musica. Siamo tutti figli dei vari Giuseppe Verdi, Beethoven e Mozart. È come un palazzo: lo puoi fare moderno o classico, ma sotto ci sono sempre i pilastri».

Il disco affronta anche tematiche importanti e tristemente attuali. Come la violenza sulle donne nel brano “Il falco e la rondine”...

«Le nostre canzoni vengono ascoltate. Abbiamo il diritto e il dovere di affrontare tematiche sociali e di lanciare messaggi. Anche in questo brano ho parlato di speranza. Una donna non deve mai smettere di sognare, non deve mai arrendersi, deve continuare a sperare che domani sia un giorno migliore. Magari il principe azzurro è proprio dietro l’angolo».

Ci sono, poi, le collaborazioni. Come quella con Avitabile.

«Volevo un suono che fosse sia vocale che strumentale. In questa canzone, oltre a suonare il sax, ha eseguito un canto griko, una lingua che si parlava in Salento nel 1800».

C’è un brano del disco a cui è particolarmente legato?

«I brani sono tutti come figli. “Notti di lune storte” è la canzone dove mi descrivo. Come pure “Si turnasse a nascere”: ognuno di noi pensa se rifarebbe o no gli errori del passato. È difficile dirlo, ogni canzone è come una fotografia. Si può dire di essere venuti meglio in una rispetto a un’altra, ma restano tutte fotografie di momenti della vita indelebili».

Qual è il suo rapporto con l’Abruzzo?

«Sono un fan dell’Abruzzo. Ho casa a Ovindoli, amo la montagna. L’Abruzzo ti offre la montagna, il mare, ma soprattutto quella semplicità che oggi è difficile trovare. È una regione onesta, pulita, di gente che lavora. Napoletani e abruzzesi non siamo poi così lontani. Siamo gente che lavora, che non ha grandi pretese e con un grande cuore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA