D’ALFONSO: GLI DOBBIAMO RICONOSCENZA

6 Settembre 2020

Da poche ore il Prof Lucio Marcotullio si è messo in cammino lungo i tracciati della Vita Eterna, dopo aver dedicato tutto il tempo della sua operosa giornata terrena alle questioni degli altri e del...

Da poche ore il Prof Lucio Marcotullio si è messo in cammino lungo i tracciati della Vita Eterna, dopo aver dedicato tutto il tempo della sua operosa giornata terrena alle questioni degli altri e del suo territorio di naturale innamoramento.
È stato il Primo Cittadino di tanti Comuni d’Abruzzo, poiché ha donato cuore e cervello, immaginazione e ragionamento alle utilità sociali di un’economia migliore perché concepita come soprattutto umana e cristiana, e alle bellezze realizzative delle mani degli uomini, avendo sempre a mente l’irripetibile del Creato.
Tutti abbiamo conosciuto il Professore, tutti dobbiamo riconoscenza a Lucio. Rivolgere il pensiero a Lui, pronunciare il suo nome vuol dire evocare intelligenza e generosità senza limite, dimostrate soprattutto nella comprensione piena degli accadimenti sociali e delle vicende della vita delle persone. Frequentarlo significava migliorarsi, crescere, imparare. Un colloquio con lui era sempre uno stimolo imprevedibile nella direzione che poi in qualche modo si dimostrava giusta. Allo scoraggiamento, al tirare a campare, al ripiegamento narcisistico che è oggi la cifra di tanti, Marcotullio si offriva come un antidoto naturale di ottimismo della volontà di progettare, di realizzare, di trasformare la realtà in qualcosa di migliore.
Se una città per progredire ha bisogno di leggi, di ricchezza collettiva, di progetti condivisi e soprattutto di esempi di vita da tenere a mente, il Professore si è speso senza esitazione per elevare il sentire comunitario sulle regole e le risorse da mettere a frutto, per il bene di tutti e per la capacità di porsi come modello di una forza di trazione riuscita di una grandissima collettività senza confini di territorio.
Al fondamento di tutto questo c’era una grande fede sperimentata nel crogiuolo del dolore, e uno stile di vita che sapeva rinnovare con linguaggio moderno la lezione benedettina del pregare e del lavorare. Una coppia che si è espressa anche nella ferma volontà che ha sempre orientato il suo impegno politico e amministrativo nel coniugare la cultura e la storia della sua bellissima e amatissima città con una capacità progettuale che avvertisse senza esitazione il passo della contemporaneità e le indicazioni per il futuro. Un abbraccio, caro e indimenticabile Lucio, con la riconoscenza che sappiamo e l’ammirazione che continua a crescere, perché resterai esemplare anche per le generazioni che verranno.
* Senatore Pd