D’Alfonso: «La candidatura di Sclocco è la più innovativa»

7 Aprile 2019

Il senatore del Pd rompe il silenzio sulla scelta del sindaco e invita la coalizione a trovare un’intesa Cuzzi: «Per ora non sono disponibile a correre». E domani arrivano le dirigenti inviate da Zingaretti

PESCARA. «Mi risulta che ci siano tre candidature, ma quella di Marinella Sclocco ha le caratteristiche dell’innovazione». Luciano D’Alfonso ha rotto il silenzio e ieri, per la prima volta, ha svelato il suo pensiero in merito alla scelta del sindaco di centrosinistra. Il senatore del Pd, che fa parte del gruppo di lavoro incaricato di trovare il candidato, non ha mai preso posizione pubblicamente. Qualche maligno, all’interno del suo partito, aveva ipotizzato che ci fosse lui dietro la manovra per cercare di candidare Carlo Costantini e, dopo il suo rifiuto, Carmine Ciofani. Ma anche quest’ultimo si è poi tirato indietro.
Ora D’Alfonso resta alla finestra per vedere cosa accadrà domani, quando arriveranno da Roma le due dirigenti del Pd, Marina Sereni e Paola De Micheli, inviate dal segretario nazionale Nicola Zingaretti per sbrogliare la matassa della scelta del candidato sindaco cercando di ricompattare la coalizione.
I tre nomi rimasti in campo, cui ha fatto riferimento il senatore, sarebbero quelle dell’assessore Giacomo Cuzzi, del presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli e dell’ex assessore regionale Marinella Sclocco. «Leggo sulla stampa che ci sono almeno tre candidati», ha detto D’Alfonso, «alcuni hanno la prevalenza dell’autocandidatura e una invece ha le caratteristiche della candidatura. Quest’ultima, sembra che sia stata la conseguenza di un grande sussulto che viene dalla comunità più ampia e anche da un recupero di radici e questo non può che fare bene. Dopo i tempi dell’ex sindaco Gabriella Bosco, questa è la prima volta che riarriva una candidatura (quella di Marinella Sclocco, ndr), segnata dall’innovatività, per il fatto che si tratta di una donna. È l’unica offerta politica non segnata dall’autocandidatura».
«Io, comunque, non do giudizi», ha affermato il senatore, «so che lunedì ci sarà un tavolo idoneamente convocato dove saranno riuniti i tre livelli funzionali del partito. Sono convinto che non sarà il versamento di un volere romano, ma ci sarà una specie di maieutica che produrrà la scelta del candidato sindaco». «Anche nel 2003», ha ricordato il senatore, «scegliemmo il sindaco candidato al 72esimo minuto e il cammino della storia consegnò la vittoria all’offerta politica più motivata e non a quella che si iscrisse prima al nastro di partenza».
Intanto ieri, in merito alle candidature, è intervenuto anche Cuzzi. «Tengo a precisare», ha fatto presente, «che non sono candidato sindaco, non mi sono mai auto-proposto, non c’è allo stato attuale la mia disponibilità e, comunque, non sarò mai candidato di una parte del Partito democratico. Sono impegnato nella ricerca della migliore soluzione che possa garantire alla coalizione del centrosinistra di giocare la partita e vincere».
Invece, il segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, ha invitato tutti a fare un passo indietro. «Dopo il lavoro svolto in questi ultimi tempi», ha osservato, «oggi ci troviamo nella condizione di dover individuare velocemente un candidato o una candidata che risponda a due caratteristiche irrinunciabili, capacità di fare unità tra tutte le liste ampliando la coalizione e capacità di aggiungere valore oltre le liste, per poter vincere le elezioni». «Siamo convinti che sia possibile», ha continuato, «a patto che tutti facciano un passo indietro, si azzerino le inutili faide interne e gli egoismi che nessuno capisce e si faciliti una soluzione innovativa che favorisca la vittoria e il bene di Pescara. Invito tutti a partecipare a questo progetto, a cominciare dalla Lista Teodoro».
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