D’Alfonso lancia l’associazione 358

3 Ottobre 2021

Il senatore torna a parlare di giustizia dopo l’assoluzione dell’ex rettore D’Amico

PESCARA. Il senatore Luciano D’Alfonso prende spunto dall’assoluzione con formula piena dell’ex rettore dell'Università di Teramo, Luciano D’Amico (accusato per il suo doppio incarico di Rettore e presidente della Tua), per rilanciare la nascita della “Associazione 358”, che richiama un articolo del codice di procedura penale che esalta il dovere del pm nella ricerca delle prove in favore dell'indagato.
«Un po’ di denuncismo da parte dei soliti avversari», afferma il senatore, «con un sistema dell’accusa che deve rivedere il suo modo di lavorare, ci hanno privato dell’entusiasmo, della professionalità e delle competenze di D’Amico. Ma perché», si chiede D'Alfonso, «arrivare a quelle accuse gigantografiche che poi si rivelano costruite sul niente, tanto che le assoluzioni parlano di inesistenza dei fatti?». Da qui la necessità di riunire accademici, avvocati e persone che hanno vissuto fatti analoghi per dar vita all'Associazione. «Nominai io», prosegue D'Alfonso, «D’Amico ai vertici della società di trasporto: fu una intuizione giusta e di successo visti i risultati, concordata anche con il mondo del lavoro. Poi si è attivata la macchina del fango. L’Abruzzo aveva ancora bisogno di D’Amico per la trasportistica e altro, ma ci è stato tolto il più bravo di quella stagione. Voglio quindi lavorare per un ordinamento giudiziario nel quale non ci sia la paura di fornire testimonianza per la verità e perché si cerchino le prove anche a favore dell’indagato. Sono contento dell'assoluzione di D’Amico, ma molto dispiaciuto che abbia patito anni di isolamento, di dispiacere e di malessere. Questo non dovrà più accadere». (m.cir.)