D’Alfonso: processo non necessario. Dezio: verità accertata
PESCARA. «Non era necessario il processo, bastava un convegno a coinvolgimento territoriale. Tutta l’attività conoscitiva non si può appaltare all’autorità giudiziaria, soprattutto per il dolore che...
PESCARA. «Non era necessario il processo, bastava un convegno a coinvolgimento territoriale. Tutta l’attività conoscitiva non si può appaltare all’autorità giudiziaria, soprattutto per il dolore che produce e l’involontaria attività distruttiva che porta con sé». È il commento a caldo del senatore Luciano D’Alfonso dopo aver appreso della sentenza di assoluzione con formula piena per la vicenda Pescaraporto.
Molto più incisivo, invece, il messaggio lanciato in maniera pacata da Guido Dezio. «Ancora una volta un procedimento penale, siamo ad una ventina nella mia attività professionale; ancora una volta un’assoluzione piena. Ringrazio la magistratura ed esprimo tutta la mia fiducia che ho sempre riposto in essa in sede di accertamento della verità. Io non voglio assolutamente sottrarmi al giudizio scrupoloso di una magistratura che deve accertare la verità e lo ha fatto ancora una volta. Ringrazio i miei avvocati, la mia famiglia, le persone che mi stanno vicino e sopportano lo stress di chi quotidianamente, al servizio delle istituzioni, deve assumere atti, comportamenti e condotte. Ancora una vola la magistratura ha certificato la corretta condotta del mio operato. Io spero che, come hanno voluto i nostri padri costituenti, il giudizio penale sia l’estrema ratio che è poi quella che toglie la libertà alle persone. Da operatore sul campo del diritto, nel senso di declinazione delle attività amministrative, mi auguro che gli accertamenti avvengano nelle aule delle università, nelle scuole, nelle istituzioni, nei seminari, negli organi di controllo diversi da quelli dell’attività giuspenalistica e che questa sia veramente l’estrema ratio. Che si vada a giudizio solo come estrema ratio». (m.cir.)
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