«D’Alfonso, salva almeno i miei 6 figli»

24 Marzo 2016

Una mamma dà il via alla petizione contro i ripetitori: il presidente promise di farli spostare, ho già avuto troppo lutti

PESCARA. «Mia nonna, da Ortona, venne a vivere a San Silvestro all’inizio degli anni Sessanta e ci trovò già l’antenna della Rai. In quella casa di strada Masseria Farina, poi, nacque mia madre e, adesso, ci viviamo io, mio marito e i nostri 6 figli: l’antenna è lontana appena una trentina di metri. Mia madre è morta 13 anni fa per un tumore: aveva solo 60 anni. Cinque anni dopo, sempre per un tumore, è morta anche mia nonna: aveva 82 anni». Barbara Giampietro è una mamma di San Silvestro, la collina pescarese disseminata delle antenne di radio e televisioni, ed è lei a ricordare al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso una promessa dell’anno scorso: «Il 28 maggio 2015, D’Alfonso ci ha promesso di emanare il nuovo piano regionale delle antenne ma finora non è stato fatto niente. Spero che il presidente mantenga l’impegno». E la mamma, la figlia più grande ha 28 anni e il più piccolo 13, è l’ideatrice di una petizione rivolta proprio a D’Alfonso: è stata lei la prima a mandare un appello via mail al governatore chiedendo di fare lo stesso agli altri residenti del quartiere e al parroco don Cristiano. Ecco il testo: «In qualità di presidente della Regione, il 28 maggio dell’anno scorso, lei ci ha promesso pubblicamente e personalmente di emanare il piano regionale impianti radiotelevisivi, piano previsto dalla legge. Le chiedo ora di farmi sapere se è intenzionato a mantenere la parola o se ha cambiato idea: chiedo di mantenere fede alla promessa al D’Alfonso politico, governatore della Regione, nonché al D’Alfonso papà e fervente cattolico. La prego, non ci tradisca come fece Giuda con nostro Signore per 30 miseri denari o per qualsiasi altra utilità».

I residenti di San Silvestro, dopo un processo finito tra le prescrizioni e senza nessun colpevole per i limiti delle emissioni superati, si sentono abbandonati: «Noi mandiamo i nostri ragazzi a scuola a San Silvestro, sia alla materna che alle elementari, e le antenne sono vicinissime all’istituto: mia nonna ci ha passato una vita nella scuola perché faceva la bidella», racconta Giampietro, «è sconcertante che nessuno si interessi, non dico tanto della salute degli adulti, ma di quella dei bambini. Qui sono venuti tanti politici e ci hanno promesso mare e monti, ma, poi, si sono tirati tutti indietro. Eravamo più di 300 residenti a combattere per la delocalizzazione degli impianti mentre, adesso, la gente ha perso le speranze e si è quasi rassegnata alla presenza delle antenne: ormai, tanti dicono che é impossibile spostarle e, invece, dobbiamo combattere fino alla fine: non possiamo far ammalare i nostri figli e non possiamo svendere le nostre case».

La casa di Giampietro confina con il sito della Rai: dalle finestre, la vista è sul ripetitore di Rai Way. Negli anni Sessanta le antenne furono accolte come simbolo del progresso, ora, sono considerate i mostri del quartiere. «Qui ci sono nata e quell’antenna l’ho sempre vista. Quando c’era ancora l’analogico, la radio si sentiva dal citofono e i cancelli automatici si aprivano da soli. Adesso», dice la mamma, «i telefonini non prendono, forse, per colpa delle interferenze». Ma non ha mai pensato di andare via? «Non ci penso proprio: sono le emittenti che devono andare via. Se c’è un veleno, non può essere la popolazione ad abbandonare un sito: bisogna togliere il veleno. Non voglio darla vinta a loro: come ci fanno togliere una veranda abusiva, così i ripetitori fuorilegge devono essere rimossi».

Nell’appello via mail, i residenti scrivono: «Stiamo chiedendo solo l’applicazione della legge, quella legge che a San Silvestro non riesce proprio a salire perché viene sempre violentata, stuprata e sepolta».

A San Silvestro si vive con la paura: «Quando si ammala un figlio e la febbre dura più di una settimana, c’è sempre la paura che possa essere qualcosa di peggio. Qui, quasi ogni famiglia ha avuto il suo caso di patologie gravi», dice Giampietro.

Ora, il caso tornerà in Regione: il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari ha presentato una risoluzione per impegnare la giunta a «emanare e adottare il piano regionale di localizzazione impianti radiotelevisivi». «D’Alfonso ci ha assicurato di risolvere il problema e ora deve mantenere il suo impegno. E poi speriamo che il M5S non ci abbandoni: tramite il deputato Gianluca Vacca siamo riusciti a scoprire irregolarità sui ripetitori, ma nessuno poi è andato a controllare. Però, la legge è una e deve essere rispettata: se non sarà così, andremo avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA