D’Amario: a Geriatria arrivano altri 15 posti letto

Annuncio del manager Asl al consiglio sul reparto con i malati in corridoio Il primario Simeone: penalizzati dal picco influenzale, ma le cure sono assicurate
PESCARA. Per tamponare il sovraffollamento cronico del reparto di Geriatria il direttore generale della Asl Claudio D’Amario ha pronto un piano in 4 fasi: subito, entro di maggio, l’apertura di un dipartimento di lungodegenza da 15 posti letto all’ospedale di Pescara e, sul lungo periodo, la realizzazione di un polo d’invecchiamento a San Valentino, una residenza protetta per anziani nel complesso sanitario del Carmine a Penne e l’istituzione dell’ospedale domiciliare per i casi cronici. La strategia di D’Amario è stata annunciata durante il consiglio comunale straordinario di ieri pomeriggio, convocato dal presidente Antonio Blasioli su proposta dell’associazione Nastro d’argento presieduta da Paolo Cecamore, per sensibilizzare politica e cittadinanza sulla grave emergenza sanitaria che vivono i 35 mila anziani ultrasessantacinquenni dell’area metropolitana.
Se curarsi è diventato un lusso e ottenere un posto letto che non sia in corridoio lo è ancora di più, le amministrazione comunale e regionale si sono compattate «in difesa del diritto all’assistenza sanitaria gratuita». Maggioranza e opposizioni hanno votato un ordine del giorno, proposto dalla consigliera del Pd Tiziana Di Giampietro, che recepisce alcune proposte avanzate dalla onlus. In particolare, il consiglio, aperto con un minuto di silenzio per ricordare i morti in Nepal, si è concluso con l’invito al sindaco Marco Alessandrini e alla giunta a nominare un gruppo di lavoro «per monitorare il fenomeno del sovraffollamento» e all’istituzione «dell’osservatorio comunale gratuito sulla condizione dell’anziano» oltre alla promozione di iniziative volte a realizzare «in tempi ragionevolmente brevi» una rete di strutture, servizi e competenze per l’assistenza geriatrica che siano integrate con il mondo del sociale.
La risposta della politica alla sofferenza vissuta da chi ha più di 65 anni ed è spesso costretto a essere curato su una barella o un lettino in corridoio a causa dell’insufficienza dei posti letti in reparto, fa seguito alla richiesta di aiuto arrivata da medici, rappresentanti del mondo del volontariato e sindacati.
In un’aula segnata dalla presenza dei parlamentari Vittoria D’Incecco, Federica Chiavaroli e Gianluca Fusilli, hanno preso la parola Cecamore, D’Amario, il primario di Geriatria Emilio Simeone, gli assessori regionali al Sociale Marinella Sclocco e alla Sanità Silvio Paolucci, il sindacalista della Cisl Umberto Coccia e il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari. «Quest’anno c’è stata un’impennata dei ricoveri», ha spiegato Simeone, «dovuta al picco influenzale e a una campagna scellerata contro il vaccino che ha accentuato l’overbooking a Geriatria, anche se abbiamo mantenuto il tempo di degenza medio intorno agli 8 giorni, al di sotto della media nazionale. Aumentare i posti letto non è la soluzione giusta, ma occorre una buona governance clinica». «La grande sfida», ha aggiunto D’Amario, «è pensare all’assistenza e non alle cure, implementando la residenzialità e la rete assistenziale sul territorio. A maggio apriremo il nuovo reparto di lungodegenza collegato a Geriatria con 15 nuovi posti. Poi pensiamo all’ospedale domiciliare, un polo a San Valentino riservato alle patologie da invecchiamento e una residenza sanitaria da costruire con i fondi Inail nel complesso sanitario del Carmine».
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