D’Amario, appello agli abruzzesi: «Fidatevi dei vaccini AstraZeneca»

Oggi stop al portale regionale per le prenotazioni, l’esperto: «Vantaggi con il nuovo sistema»
«Serve innanzitutto chiarezza a livello nazionale perché quanto accaduto con AstraZeneca non sta facilitando la campagna vaccinale». È il messaggio lanciato dal direttore del dipartimento Salute della Regione, Claudio D’Amario, che sottolinea come i dubbi della popolazione su questa tipologia di vaccino stiano creando difficoltà nelle somministrazioni. L’Abruzzo si ritrova con numerose scorte di AstraZeneca ma sono altrettanto numerosi gli abruzzesi che decidono di non vaccinarsi con questo tipo di dosi per i timori causati dalle reazioni avverse dopo alcune somministrazioni. L’esperto avverte: «Non esiste un vaccino privo di rischi ma dobbiamo avere la lucidità di fare un’analisi di sanità pubblica. I benefici, in questo caso, sono nettamente superiori ai possibili rischi». E poi ancora «questi vaccini hanno una scadenza, non possiamo tenerli bloccati».
LE INCERTEZZE
La corsa contro il Covid, con queste esitazioni, rischia di subire una frenata in Abruzzo, proprio quando si avvicina una possibile altra svolta. Per venerdì, infatti, è atteso l’arrivo delle dosi di Johnson & Johnson, per cui però nelle ultime ore è stato disposto lo stop precauzionale negli Stati Uniti. Nella nostra regione le prime 3.850 scorte di questo vaccino monodose arriveranno ugualmente, ma nel frattempo in Italia sono in corso le dovute valutazioni.
Una vicenda che potrebbe accrescere i dubbi tra la popolazione. D’Amario chiede chiarezza e spiega concretamente il suo pensiero: «In Italia AstraZeneca si somministra a partire dai 18 anni ma con utilizzo preferibile dopo i 60, ed è proprio quel preferibile che infonde dubbi tra la cittadinanza». Per l’esperto serve un chiarimento a livello nazionale perché «avere un vaccino che gli stessi cittadini non accettano rende molto problematica la corsa all’immunizzazione».
JOHNSON & JOHNSON
Il direttore del dipartimento Salute della Regione poi entra nel merito di questo nuovo vaccino: «Ritengo che sia sovrapponibile dal punto di vista del meccanismo d’azione ad AstraZeneca». Ed allora «dobbiamo essere molto pragmatici», aggiunge D’Amario, che ieri mattina si chiedeva: «Cosa succederà se ci saranno alcune reazioni avverse? Blocchiamo anche questo vaccino?». Poi nel pomeriggio sono arrivate nuove notizie circa il rinvio delle consegne dei vaccini in Europa decisa dalla casa farmaceutica americana per reazioni in sei donne di età compresa tra 18 e 48 anni nelle due settimane successive al vaccino.
Gli eventuali vantaggi di questo vaccino sarebbero soprattutto legati al fatto che «è meno delicato nella conservazione, non ci costringe a quella rigidissima catena del freddo che in altri casi è fondamentale per garantire la qualità del prodotto», spiega D’Amario.
PIATTAFORMA POSTE
Intanto oggi in Abruzzo, per consentire l’uniformità delle procedure di prenotazione sulla piattaforma unica di Poste, già attiva da venerdì scorso, vengono chiuse tutte le altre piattaforme regionali per le manifestazioni di interesse alla vaccinazione anti Covid 19 ancora in funzione sul portale Abruzzo Sanità. Da domani, dunque, sarà possibile aderire alla vaccinazione solo attraverso la piattaforma Poste e gli altri canali legati al nuovo sistema, come sportelli Postamat e portalettere.
«Con il nuovo sistema i cittadini prenoteranno direttamente e ognuno saprà quando e dove si vaccinerà. È un doppio vantaggio perché il cittadino saprà subito quando sarà il suo turno e noi sapremo quando arriverà il cittadino. Questo significa anche evitare code, oltre che ridurre una certa ansia che si genera tra le persone», spiega il direttore del dipartimento Salute della Regione. Non è mancato però qualche problema con il nuovo sistema, entrato già in funzione per la fascia 70-79 anni. «C’è stato qualche piccolo disguido perché in Abruzzo alcuni Comuni pur essendo diversi utilizzano lo stesso Cap – Codice di avviamento postale», spiega ancora D’Amario. «E siccome la piattaforma Poste ragiona proprio sul Cap, può capitare che in località con lo stesso codice poi ci si ritrovi ad essere prenotati su un hub vaccinale rispetto al quale un Comune è più distante da quello che invece avrebbe vicino a sé. Ma Poste sta aggiornando questa situazione in modo più puntuale».
L’OBIETTIVO
Tutto ciò dovrebbe contribuire a migliorare il servizio nell’ottica di un’accelerazione della campagna vaccinale. Anche sotto questo aspetto D’Amario è chiaro: «L’obiettivo è quello di stare un po’ sopra la media nazionale e questo significa che tutti dobbiamo dare qualcosa di più affinché il risultato venga raggiunto». L’esperto è comunque soddisfatto del lavoro che si sta svolgendo: «Sono cautamente ottimista sulla capacità di somministrazione perché ormai la nostra regione è strutturata sia sul piano degli hub sia su quello degli spoke, ma anche sul piano della prenotazione».
L’AGGIORNAMENTO
Intanto ieri, nell’arco temporale dalle 8 alle 20, sono state 5.900 le somministrazioni di vaccino in Abruzzo, dove sono arrivate altre 3.500 dosi di AstraZeneca. Oggi, invece, sarà la volta delle 38mila di Pfizer.

