D’Amario ha querelato “Striscia la notizia”

Il manager della Asl chiederà anche un risarcimento danni: «Con il ricavato costruiremo un asilo»
PESCARA. La querela per diffamazione aggravata, nei confronti del tg satirico Striscia la notizia, per il notiziario andato in onda lo scorso 14 aprile su Canale 5, in cui nel programma di informazione si mostrava uno stabile fatiscente al posto di quello effettivamente acquistato dalla Asl, è stata depositata nei giorni scorsi, presso la procura del tribunale di Pescara, dal manager dell'azienda sanitaria, Claudio D'Amario.
Il reato ipotizzato nei confronti della trasmissione televisiva è quello di diffamazione aggravata a mezzo stampa (articolo 595 del Codice penale).
Lo ha annunciato lo stesso direttore della Asl D'Amario, il quale ha querelato i due ex inviati di Striscia, Fabio e Mingo (i quali nel frattempo sono stati sospesi dalla trasmissione televisiva), oltre al direttore responsabile del tg Antonio Ricci, quest'ultimo per omesso controllo.
«È stato ribadito nel nostro esposto», ha precisato ieri D'Amario, «il chiarissimo intento diffamatorio della trasmissione, che noi abbiamo rilevato». D'Amario, inoltre, nell'esposto-denuncia depositato in procura, presentato sia a titolo personale, «sia per tutelare il buon nome della Asl», come ha tenuto a rimarcare, ha anche chiesto il sequestro dei riflessi filmati dell'intervista.
«L’intervista è stata completamente stravolta, nel servizio andato in onda», ha aggiunto D'Amario, il quale ha chiesto anche un risarcimento danni, che, nel caso in cui venisse accordato, in parte verrà devoluto in beneficenza.
«La richiesta non è stata ancora quantificata», ha fatto sapere il manager, «ma nel caso ci fosse riconosciuta, una quota di essa verrà devoluta per la realizzazione di un asilo per bimbi da zero a tre anni».
Una decisione, quella dell’acquisto del nuovo immobile, da parte della Asl, che aveva destato all’epoca delle polemiche, ma difesa da D’Amario. Il manager, infatti, aveva spiegato che l’operazione rientrava nella programmazione dell’azienda sanitaria e che i fondi per l’acquisizione dell’immobile di via Rigopiano, pari a 4 milioni di euro, saranno attinti a disponibilità risalenti al 2005.
Fondi, ha spiegato D’Amario, che se non fossero stati utilizzati, sarebbero tornati nelle casse dello Stato.
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