D’Amario: influenza, 20mila dosi a disposizione dal 10 dicembre

Il direttore del dipartimento sanità della Regione rassicura i cittadini e replica ai medici di famiglia «C’è ancora tempo, niente allarmismi». E il Covid avanza: altri 132 contagi e 5 decessi nel Pescarese
PESCARA. Non più entro fine settimana, ma giovedì prossimo. Slitta di cinque giorni l'arrivo della terza partita dei vaccini antinfluenzali, circa 20mila dosi da distribuire alle 4 Asl della regione, ma almeno c'è una data più precisa dopo settimane di incertezza.
L’INVITO ALLA CALMA L'annuncio arriva dal direttore del dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, Claudio D'Amario, che invita alla calma i cittadini esasperati e spaventati dal picco stagionale alle porte: «Per vaccinarsi c'è ancora tempo, dobbiamo arrivare fino a febbraio per avere massima copertura nei primi mesi dell'anno».
Una risposta, quella del dirigente regionale, diretta anche ai medici di famiglia da settimane sul piede di guerra, stremati dalle lungaggini burocratiche e dalle minacce dei pazienti intenzionati a ricorrere alle vie legali pur di ottenere l'agognata dose di vaccino antinfluenzale nella stagione che si intreccia con la pandemia.
I CONTAGI DA COVID Ancora un record di positivi al coronavirus ieri a Pescara, 44, di cui 14 a Città Sant'Angelo, 10 a Montesilvano, uno dei dati più alti degli ultimi giorni. Cinque i decessi: un 85enne di Alanno, una 60enne di Bussi sul Tirino, una 83enne di Montesilvano, una 72enne di Pescara e un 67enne di Cappelle sul Tavo. In totale, ieri ci sono 132 nuovi casi, di cui 17 con meno di 19 anni.
CONSEGNE IN RITARDO Ma torniamo all’influenza. Erano attese 23mila dosi di vaccino (quelli futuri saranno anche di provenienza olandese) per questo fine settimana alla Asl di Pescara, ma le consegne delle aziende produttrici si fanno ancora attendere. La dichiarazione di D'Amario accende una luce di speranza: «La prossima fornitura, targata Sanofi, è prevista per giovedì prossimo, probabilmente 20mila dosi, da distribuire a tutte le Asl».
Ciò vuol dire che alla Asl pescarese arriveranno meno dosi rispetto al preventivato, qualche migliaio, che non soddisferanno le richieste del personale sanitario dei distretti e dei medici di famiglia, ma sempre meglio di niente.
LA PRODUZIONE «I fabbisogni sono quelli che derivano dalle circolari ministeriali», chiarisce il direttore del dipartimento Sanità, che spiega un passaggio chiave: «Il problema non è il fabbisogno, sono le forniture. Le aziende hanno sbagliato calcoli e programmazione, hanno prodotto in difetto. E anche se hanno messo in produzione più del doppio delle scorte dell'anno scorso, la richiesta del 2020 è superiore a questo più del doppio. C'è una corsa sfrenata ad avere il vaccino, che nessuno voleva fino allo scorso anno», scambiata come panacea di tutti i mali, Covid compreso. Il dirigente rivela che le aziende «avviano la produzione dei vaccini a febbraio con i ceppi individuati a gennaio, concludono la fabbricazione a fine febbraio, impacchettano e spediscono. Noi a mano a mano che riceviamo, dirottiamo i vaccini verso le Asl».
92MILA PRENOTAZIONI L'azienda sanitaria pescarese ne ha prenotati 92mila, tra i primi di ottobre e novembre ne ha ricevuti 40mila in due tranche da 34mila e 6mila, poi più nulla dalla metà di novembre. Il prossimo carico è previsto fra cinque giorni e sarà un assalto alla diligenza. I ritardi nella distribuzione dei vaccini non riguardano solo l'Abruzzo, sottolinea D'Amario.
La questione è nazionale: «In Italia sono mancati all'appello 4 milioni di dosi, 100mila in Abruzzo. Io mi sto muovendo per avere i vaccini di importazione olandese. Per la nostra regione sono previste anche 35mila dosi in spray per bambini e una quota anche per adulti».
MEDICI PREOCCUPATI «Possiamo ancora farcela», è in sostanza, il messaggio di D'Amario ai pescaresi, «Non creiamo allarmismi montando una emergenza nell'emergenza, la mascherina ci sta proteggendo», ritardando gli effetti collaterali legati all'influenza tradizionale. Ma la preoccupazione dei medici di base, (i sindacati di categoria Fimmg, Smi e Snami guidati da Franco Pagano, Silvio Basile e Nicola Grimaldi hanno chiesto un incontro con i vertici sanitari regionali) è legata alla salute dei loro assistiti: «Non vorremmo arrivare a dire loro che quest'anno non potremo vaccinare tutti».
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