D’Amario via dalla Asl, arriva Mancini?

Il dirigente pescarese nominato subcommissario in Campania, in pole position il direttore della Stroke unit dell’ospedale
PESCARA. La nomina del consiglio dei ministri è arrivata ieri mattina: il manager 57enne della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, finora intoccabile nonostante i dissidi sottotraccia con il presidente della Regione D’Alfonso (a cominciare dalla vicenda, archiviata in un mese dalla Procura, dell’acquisto a prezzi stellari del palazzo di via Rigopiano per gli uffici Asl), andrà a fare il subcommissario per la Sanità in Campania, vice del nuovo commissario Joseph Polimeni, attuale direttore generale della Asl di Lucca.
Al suo posto, tra i nomi che circolano, il più accredito sembra quello di Armando Mancini, specialista in Neurologia e direttore della Stroke unit dell’ospedale civile, centro di eccellenza regionale e nazionale nella lotta contro gli attacchi ischemici e, al contrario di D’Amario, politicamente schierato con il centrosinistra tanto da aver fatto l’assessore comunale al Traffico quando D’Alfonso era sindaco.
Dottor D’Amario, è contento di questa nomina, se l’aspettava?
Sapevo di aver inviato un curriculum che mi è stato chiesto un mese fa dagli organismi ministeriali, ma mi hanno informato stamattina (ieri ndr).
Non è, come spesso capita, che l’hanno promossa per mandarla via dall’Abruzzo?
Io penso a lavorare e basta, a cercare di fare le cose giuste per i cittadini. Ho sempre lavorato così. Poi questo sembra che sia un incarico ministeriale, non è un incarico politico. È un incarico tecnico, e per me è un grande onore, un incarico di prestigio che mi viene affidato direttamente dal presidente del Consiglio. È un attestato di fiducia e di stimolo nei miei confronti: come si fa a non essere contenti per una cosa di questo tipo? È una sfida molto importante in una regione come la Campania. D’Altra parte noi abbiamo avuto sette anni di commissariamento, qualche esperienza ce la siamo fatta. Si tratta di portare avanti in chiave molto più grande, certi principi di riqualificazione e di potenziamento dei livelli assistenziali. La Campania ha ottime eccellenze.
Quindi quando comincia?
Devo fare ancora tutte le considerazioni. Si tratta di un incarico di prestazione intellettuale devo capire tutto quello che ne conseguirà, quanto sarà l’impegno anche in termini di giornate di lavoro, di orari.Vado a Roma martedì.
Si parla di un incarico da 170mila euro lordi. Conferma?
Non lo so, non so che cosa rispondere. So solo che c’è un decreto, sono cose stabilite, sarà l’equipollente di un dirigente ministeriale. Ma qualunque cifra sarà, con i 200mila dipendenti e i cinque milioni di abitanti della Campania, non è un affare.
A Pescara che Asl lascia?
Stiamo portando a conclusione tutti i percorsi, a cominciare dai due cantieri dei distretti, a Cepagatti e a Montesilvano. Poi c’è la riorganizzazione del punto nascita che presenteremo lunedì. Certo, sarebbe opportuno il nuovo pronto soccorso, che aspetta da tanto tempo e che solo per problemi amministrativi non riesce ad aprire. C’è ancora tanto da completare.
La chiusura del punto nascite di Penne: un vanto o un rammarico?
Dovevamo garantire un blocco parto all’altezza per accogliere tutte le necessità che si sono create con questa chiusura, ci sarà una riorganizzazione del percorso nascite e saremo in grado di far fronte a tutte le nuove esigenze, vedrete di che cosa si tratta nella presentazione di lunedì, c’è anche il parto in acqua e il centro di patologia fetale.
Ha fatto tutto quello che avrebbe voluto in questi quasi 7 anni alla guida della Asl?
Ho fatto tutto quello che volevo fare.
Dice che martedì andrà a Roma per conoscere i dettagli della nuova nomina, ma da come parla sembra evidente che ha già accettato. Secondo lei il presidente D’Alfonso è contento o no che lei se ne va?
Penso proprio di sì. A qualsiasi presidente fa piacere che un qualsiasi cittadino possa avere un tale riconoscimento.
Quindi l’ha chiamata per congratularsi?
No, non l’ho sentito, abbiamo solo incontri istituzionali.
Ha un’idea di chi potrebbe sostituirla a Pescara, si parla di Mancini, ne sa qualcosa?
Sono cose da chiedere alla politica nostrana, a livello regionale. Io penso a fare il mio dovere nel rispetto del mio mandato, degli obiettivi. Sono un servitore delle istituzioni, non ho mai fatto politica anche se mi porto dietro questo pregiudizio della mia appartenenza politica, sono un tecnico. Mi hanno chiamato dalla Campania dicendomi che gira voce che sono uno di centrodestra. Ma non ho mai fatto politica. E comunque ci siamo abituati, anche lì lo dimostrerò sul campo. Si tratta di tornare a studiare, è una bella sfida. Con 32 anni di sanità alle spalle, dopo aver cominciato a 25 in Clinica medica a Bologna, qualcosa posso dirla.
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