D’Amico a Marsilio: «Fate i bandi pubblici per assegnare i fondi»

5 Agosto 2024

Il Patto per l’Abruzzo svela la strategia che metterà in campo domani Il leader della coalizione: «Sembra di essere tornati al Medioevo»

L’AQUILA. Abrogare la “Legge mancia” con cui la Regione ha promesso di distribuire 22 milioni euro ad un esercito di 2.300 beneficiari, molti dei quali sono associazioni culturali, di ballo e sportive, scelte a discrezione del consigliere di turno. E reinvestire questi fondi per altri quattro scopi: la crisi del settore vitivinicolo, i tagli decisi dal governo ai 305 Comuni e alle quattro Province abruzzesi, il contenimento degli aumenti del trasporto pubblico locale e, infine, gli aiuti alle associazioni del Terzo settore, in prima linea nel sociale.
LA TRASPARENZA.
Per Luciano D’Amico la frase chiave è: «Le assegnazione devono avvenire attraverso bandi pubblici». È questa la sfida che il leader dell’opposizione rivolge al centrodestra di Marco Marsilio e Lorenzo Sospiri, presidenti della giunta e del Consiglio regionale.
A 24 ore dalla seduta, prevista per domani all’Aquila, che approverà l’assestamento di Bilancio di previsione 2024-2026, proposto dall’assessore Mario Quaglieri, il Patto per l’Abruzzo affila le armi contro la maggioranza di centrodestra, mettendo sul piatto un emendamento che può cancellare dallo strumento contabile quei 22 milioni di fondi a pioggia approvati, senza copertura, prima delle elezioni regionale.
RITORNO AL PASSATO
L’intervento in aula di D’Amico si annuncia impetuoso. Il capo dell’opposizione, infatti, arriverà ad affermare che «l’Abruzzo è tornato nel Medioevo». E se da un lato è facile prevedere che la maggioranza boccerà l’emendamento del Patto per l’Abruzzo (salvo sorprese dal fronte leghista), dall’altro non si può negare il peso politico che assume la scelta dell’opposizione.
I QUATTRO PUNTI.
È una resa dei conti quella che si consumerà domani in Emiciclo che mette in palio valori come l’etica e la morale nella gestione di quei 22 milioni di euro. La proposta emendativa della minoranza è quella di frazionare in quattro parti la somma indirizzandola, per una quota di 5 milioni di euro, al fondo per risarcire i danni da peronospora, che così passerebbe dagli attuali 7.500.000 di euro a oltre 12 milioni.
Una seconda quota di 5,8 milioni di euro è da destinare al Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province abruzzesi, per la spesa dell'esercizio 2024, da ripartire con un criterio proporzionale al Contributo di finanza pubblica dovuto da ciascun ente allo Stato per l’anno in corso. Si tratta di arginare un taglio lineare, di cui il Centro si è occupato con più servizi giornalistici, che priverà gli enti locali abruzzesi di ben 37 milioni di euro, sulla base di quanto è previsto nell’ultima legge nazionale di Bilancio.
La terza quota, di 5 milioni di euro, è invece da indirizzata a favore degli utenti del Trasporto pubblico locale abruzzese, per attenuare gli effetti degli aumenti del 20 per cento delle tariffe scattati a luglio.
SARÀ UNA BELLA SFIDA.
Infine, i restanti 7 milioni di euro, secondo i partiti che compongono il campo largo del Patto per l’Abruzzo, andrebbero utilizzati per creare un Fondo per associazioni e Terzo settore, con lo scopo di sostenere le attività culturali, sportive, sociali e filantropiche della Regione Abruzzo per l’anno 2024.
Con una sostanziale raccomandazione alla maggioranza di Marsilio e Sospiri e dell’assessore al Bilancio Quaglieri: l’assegnazione dei contributi dovrà avvenire mediante il rifinanziamento di apposite leggi regionali vigenti oppure con bandi ad evidenza pubblica. Sarà una bella sfida.