D’Amico attacca Marsilio: «Annulla i fondi a pioggia»

21 Luglio 2024

Il Patto per l’Abruzzo ribattezza “legge-mancia” la manovra del centrodestra «Distribuiti 22 milioni anche per scuole di danze brasiliane, padel e karate»

PESCARA. «Abrogare la legge-mancia. Ovvero 22.322.000 euro distribuiti a pioggia dalla maggioranza per fini elettorali».
Il Patto per l’Abruzzo, guidato da Luciano D’Amico, sferra il suo primo vero e massiccio attacco al presidente della Regione, Marco Marsilio. Lo fa il giorno dopo l’approvazione in Giunta dell’assestamento di Bilancio che, dicono dal centrodestra, rimette in ordine i conti in rosso fisso delle Asl.
«Ma l’Abruzzo che vogliamo», esordisce D’Amico nella conferenza stampa di ieri a Pescara con il Pd e il M5S, ed assenze di altri schieramenti che insospettiscono, «è una Regione in cui fondi pubblici siano utilizzati per migliorare i servizi sul territorio e la vita di chi lo abita. Non c’è spazio per azioni diverse, poiché le casse della Regione non sono ad uso e consumo dei governi di turno, ma appartengono a tutti i cittadini che contribuiscono, anche attraverso il pagamento delle tasse, alla stabilità della comunità».
LE TAPPE.
Il 28 dicembre 2023, nel cuore della notte, il Consiglio regionale della scorsa legislatura ha approvato una legge cosiddetta omnibus, con contenuto eterogeneo e plurimo.
All’interno di tale legge troviamo, tra l’altro, contributi a circa 2.300 associazioni, enti, istituzioni, senza che siano stati preventivamente individuati i criteri per determinare e/o giustificare l’inserimento di tutti quei beneficiari.
«Abbiamo chiamato questa norma legge-mancia», attacca D’Amico con tono pacato e risoluto, «letteralmente, legge che costituisce un’elargizione di denaro effettuata per ottenere presumibili vantaggi o come segno di benevolenza».
Il Patto per l’Abruzzo quindi denuncia «il metodo utilizzato dalla maggioranza di centrodestra poiché penalizza la trasparenza e l’imparzialità ed elargisce soldi pubblici per le più disparate realtà: dalla scuola di ballo brasiliano, fino al padel, passando per il karate e per non ben specificati eventi di intrattenimento. Senza alcun bando che stabilisca i criteri di selezione. E soprattutto senza copertura finanziaria».
IL FULCRO.
«Tale fatto appare in tutta la sua gravità laddove si consideri che la legge-mancia è stata approvata nonostante l’emersione improvvisa dell’enorme disavanzo per il 2023 delle Asl abruzzesi, che chi governa ha taciuto, al Consiglio e ai cittadini, fin dopo le elezioni regionali del 10 marzo scorso. Così come si sta tacendo sul nuovo disavanzo 2024, che ha una progressione aritmetica, già anticipato dai direttori generali delle Asl durante le audizioni nella V Commissione Sanità».
Questo è il punto centrale su cui fa leva il Patto di centrosinistra che fa la radiografia alla legge-mancia.
«La nostra analisi ha riguardato i 2.287 finanziamenti previsti, con una categorizzazione per provincia e comune, e una classificazione in relazione al finanziamento pro capite per comune. In sintesi si capisce chiaramente che all’aumentare dei fondi destinati aumenta il consenso elettorale del centrodestra alle scorse elezioni regionali, e viceversa», incalzano i consiglieri dell’opposizione che chiedono al centrodestra di Marsilio di pigiare il tasto rewind per abrogare quei fondi a pioggia.
LA PROPOSTA.
«La Regione deve assegnare le risorse attraverso bandi pubblici e deve destinarle prioritariamente per coprire i servizi essenziali di assistenza sanitaria (i cosiddetti Lea che ci vedono all’ultimo posto in Italia, ndr) e il grave disavanzo della sanità; il trasporto pubblico locale, con l'obiettivo di renderlo gratuito per le fasce più deboli della popolazione; l’implementazione di servizi di assistenza sociale; il risarcimento delle attività agricole colpite da calamità».
In relazione alla legge finita sotto esame, il Patto per l’Abruzzo propone lo stanziamento dei fondi previsti nella seguente ripartizione: 7.322.000 di euro per il finanziamento con bando pubblico, trasparente e imparziale, per enti, comuni, associazioni culturali, di assistenza e del sociale, con progetti di valore verificato; e 15.000.000 di euro, se non utilizzati per coprire il disavanzo della sanità, per finanziare il trasporto pubblico gratuito per studenti e over 60, e per introdurre il biglietto unico a 1,4 euro sull’intero territorio regionale. L'adozione di queste misure», conclude D’Amico, «sarà l’opportunità per dare un chiaro segnale di impegno e rispetto di tutti i territori e di chi li abita».
LA REPLICA DI FDI.
Fratelli d’Italia risponde a stretto giro di posta affidandosi a un evangelico “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. È il capogruppo in Regione del partito di Meloni che viene incaricata da Marsilio a replicare al numero uno degli avversari politici.
«Il professor D’Amico si accorge solo oggi che è stata approvata una legge qualche mese fa, passata al vaglio della compatibilità normativa anche dei vari Ministeri competenti», dice Massimo Verrecchia, «ma soprattutto ciò che stupisce maggiormente è che alla stesura della contestata legge cosiddetta “mancia” hanno contribuito i suoi colleghi dai banchi della minoranza, oggi con lui solidali in conferenza stampa, indicando anche quelle associazioni per le quali il leader del centrosinistra, D'Amico, dubita meritevolezza. Se neanche il recente voto è servito all’opposizione per comprendere quanto sia per loro opportuno cambiare strategia e tematiche su cui argomentare, almeno sappiano che così facendo contribuiranno a garantire un futuro sempre più solido e duraturo alla coalizione di centrodestra».
BOTTA E RISPOSTA.
«Mi spiace di non essere stato chiaro per Verrecchia», controreplica D’Amico, «ma la questione è semplice e pone due riflessioni. La prima: nell’ultimo trimestre 2023 la Asl 1 aveva già un disavanzo di oltre 46 milioni; la Asl 2 di 42 milioni, la Asl 3 di 26,6 milioni, mentre la Asl 4 di 7 milioni e mezzo. La maggioranza di centrodestra, che in campagna elettorale parlava di “modello Abruzzo da esportare”, era a conoscenza di questi dati mentre finanziava scuole di ballo brasiliano, padel e karate, a altri, con 22 milioni e 322 mila euro di fondi a pioggia? La seconda questione», conclude D’Amico, «è matematica: abbiamo ampiamente dimostrato con l’analisi dei numeri la correlazione che lega i finanziamenti a pioggia con l’aumento del consenso verso il centrodestra. Come lo spiega Verrecchia?». Il resto è mancia. (l.c.)
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