D’Amico: «Chiedo a Marsilio di confrontarci sulle idee»

Lavoro, mobilità, ospedali: intervista del candidato presidente del Patto per l’Abruzzo
«A Marsilio dico: confrontiamoci sulle idee». Così Luciano D’Amico, candidato alla presidenza della Regione col Patto per l’Abruzzo, ha risposto alle domande dei direttori di Rete8, Carmine Perantuono, e del Centro, Piero Anchino, nella trasmissione “I Fatti e le Opinioni” in onda ieri sera. Venerdì, alla stessa ora, sarà il turno del presidente ricandidato Marco Marsilio. D’Amico ha affrontato temi quali la rete ospedaliera, le infrastrutture, l’occupazione, i trasporti, le liste elettorali.
«ascoltiamo i cittadini»
A che punto è la campagna elettorale? D’Amico ha risposto così. «Siamo in una fase di grande impegno: stiamo ascoltando, nei tavoli tematici, tutti i portatori d’interesse. Riteniamo che i problemi dell’Abruzzo siano tanti, e di una certa gravità, dunque è bene ascoltare dalla voce degli abruzzesi, delle associazioni, delle istituzioni, quali possono essere le soluzioni, le priorità e, soprattutto, iniziare quella mobilitazione che dopo il voto consentirà di realizzare un programma di governo ambizioso».
il primo step
Cosa è piaciuto di più e cosa ha deluso di più il candidato D’Amico in questa prima fase? «La cosa più bella», risponde l’ex rettore di Teramo, «è l’entusiasmo che non immaginavo potesse manifestarsi. L’aspetto negativo è che questi 3 mesi, e da qui fino al voto, sono insufficienti perché ragionare sull’amministrazione della cosa pubblica e della Regione richiederebbe più tempo».
rete ospedaliera
Sulla nuova mappa della sanità regionale approvata dal centrodestra, tra le critiche dell’opposizione, D’Amico dice la sua. «Tra la valorizzazione degli ospedali più grandi e più specializzati e la distribuzione dei servizi anche nei centri più piccoli esiste la terza via: una specializzazione del nostro sistema sanitario, delle singole strutture. Più che di ospedali piccoli, medi o grandi io immaginerei una riflessione e un’adeguata progettazione sulla specializzazione dei singoli presìdi. Perché in Abruzzo non possiamo avere l’equivalente del Rizzoli di Bologna per ortopedia, ma non solo? Decidiamo dove realizzarlo, creiamo una rete di grande specializzazione, diamo una vocazione ai singoli ospedali. Poi, avendo due corsi di laurea, due scuole di medicina e chirurgia, L’Aquila e Chieti, proviamo a intavolare col sistema universitario una progettazione che vada verso una specializzazione anche nella ricerca. È paradossale che l’Abruzzo non abbia nessun istituto di ricerca, ricovero e cura. Il piano ospedaliero andava condiviso con gli abruzzesi. Sui Dea di secondo livello nessuna scelta perché si avvicina il voto. Ma il prezzo lo pagano i cittadini».
«meno asl? un’ipotesi»
In un contesto di aggregazioni, ultimo esempio per l’Abruzzo Confindustria, è ancora il caso di mantenere l’assetto attuale delle Asl? D’Amico risponde: «La visione d’insieme compete alla Regione che deve coordinarle. È vero che virtuose economie di scala possono tradursi in migliori servizi. Non è questione di una o 4 Asl, esistono tante possibilità intermedie e strumenti di più stretta collaborazione tra Asl per assicurare maggiore efficienza».
liste d’attesa
«L’attuale assetto organizzativo», secondo D’Amico, «non è in grado di garantire un efficace smaltimento. Sono anni che ci si prova senza successo. Eppure le risorse aggiuntive ci sono. Sì al raccordo tra medicina territoriale e rete ospedaliera. Non è tollerabile che vi siano liste d’attesa sulle patologie oncologiche».
infrastrutture
Sui collegamenti aerei, ferroviari e autostradali D’Amico afferma che «l’inserimento nei corridoi europei prevede entro il 2040 la realizzazione di interventi importanti, ma qualcosa va fatto anche prima. L’Abruzzo ha bisogno di collegamenti adeguati, La stessa Pescara-Roma va ripensata: corre sullo stesso tracciato del 1873. Sulla linea adriatica ci sono criticità: il tracciato è in un contesto urbano che impedisce di avere l’alta velocità. La nostra proposta è di inserire l’interramento della linea ferroviaria nel piano delle opere urgenti da proporre al governo per avere i finanziamenti. Per le autostrade, i grandi lavori di manutenzione che creano disagi non aggiungeranno nulla: serve la terza corsia in A14 così come sull’asse attrezzato. Va risolto anche l’isolamento ferroviario della città dell’Aquila».
«VIADOTTI GIù: SONO TROPPI»
Autostrade senza viadotti? Si può fare. Per D’Amico nei tratti abruzzesi «ce ne sono troppi». «Negli anni Cinquanta», argomenta il candidato presidente, «era facile progettare viadotti ritenuti simbolo di progresso. Ma in A24 e A25 ne abbiamo un numero esagerato, 170-180, e anche in A14. La manutenzione ha costi notevoli. Il collegamento con Roma, poi, ha un livello planoaltimetrico che espone a condizioni meteo anche avverse nei periodi invernali e costringe i veicoli a saliscendi che comportano più consumo di carburante e più emissioni nocive. Le nostre autostrade sono opere a fine vita, più che fare interventi di manutenzione straordinaria dovremmo avere la forza di negoziare col ministero e i concessionari un piano straordinario di revisione dei tracciati per renderli meno impattanti e più sicuri».
lavoro giovanile
Come migliorare l’occupazione dei giovani? Secondo D’Amico, «gli ultimi dati evidenziano che mancano le occasioni per i giovani e le donne, quindi non sono positivi. L’Abruzzo è una delle tre regioni italiane a non aver recuperato i livelli occupazionali pre-Covid. I giovani non vanno semplicemente aiutati: sono una risorsa che va valorizzata».
il sistema universitario
L’ex rettore di Teramo, poi, risponde sul sistema universitario abruzzese. «Le agenzie di valutazione ci dicono che è in ottima salute, sia per qualità della ricerca sia per offerta formativa. La Regione deve svolgere una migliore attività di raccordo soprattutto sul fronte del trasferimento tecnologico. Occorre raccordare la capacità di ricerca del nostro sistema universitario con le esigenze d’innovazione del sistema produttivo. Ai giovani servono anche luoghi dove poter studiare e sviluppare relazionalità». rischio frane
L’Abruzzo ha anche una nuova legge urbanistica, ma D’Amico allarga il discorso. «Serve un piano straordinario d’intervento sul territorio. Non possiamo fare da soli, sul cambiamento climatico, ma la nostra parte possiamo farla. Come? Con la lotta al dissesto idrogeologico, la cura del territorio, la manutenzione».
Caso naiadi
Come si è mossa la Regione sulle Naiadi? «Sulle strutture per lo sport la Regione manca di una visione chiara».
gestione rifiuti
Come migliorare il servizio? «Potenziando il riciclo», risponde il candidato del Patto per l’Abruzzo. «Cittadini e sistema produttivo fondamentali: ridurre al minimo gli scarti non recuperabili».
Ricostruzione
Sull’operato della struttura commissariale D’Amico fa le sue valutazioni. «Bisogna ricordare l’intervento di Giovanni Legnini, nel suo mandato, per sbloccare le attività. Molto lavoro è stato fatto all’Aquila e in altri centri, molto resta da fare. L’attenzione va posta sul tessuto economico delle zone colpite dell’Aquilano e del Teramano».
campagna elettorale
Si profila in Abruzzo una sfilata di esponenti del governo Meloni a sostegno di Marsilio. Teme la filiera governo-giunta regionale? «L’Abruzzo è terra di accoglienza: ben vengano Meloni e i ministri se portano buone notizie. Finora, invece, la “filiera” ha portato solo un’accettazione acritica delle linee del governo, che non ha tutelato troppo gli abruzzesi. Penso all’autonomia differenziata, ai tagli al Pnrr. Se si deve tagliare, si scelgono le regioni che non protestano».
il non voto e gli indecisi
Come combattere l’astensionismo? «Facendo comprendere ai cittadini che la Regione può impattare sulla loro vita quotidiana. Votare centrosinistra significa guardare a ciò che dovrà essere l’Abruzzo tra 20 o 30 anni. La regione delle opportunità».
le liste
«Si sta formando», argomenta D’Amico, «una squadra molto bella, che s’ispira con un certo rigore a princìpi fondamentali di integrità morale di prim’ordine e di capacità amministrative pregresse già dimostrate».
i 5 stelle e il caso pescara
Secondo D’Amico «la dialettica con i 5 Stelle e gli altri partiti ci consente di approfittare di questa ricchezza di prospettive e mettere a sistema le caratteristiche più pregiate di ogni forza politica. Pettinari corre da solo al Comune di Pescara? Scelta individuale, che non commento. Tuttavia non sono d’accordo con chi dice che destra e sinistra sono la stessa cosa: non è vero».
il confronto con marsilio
«Massima disponibilità» al confronto col presidente Marsilio», conclude D’Amico. «Dico no alla personalizzazione della competizione. A Marsilio auguro buona campagna elettorale e sono convinto che l’Abruzzo vincerà nella misura in cui le parti in campo riusciranno a rappresentare i loro progetti e proposte. Confronto sulle idee, non un vociare indistinto e scomposto: gli abruzzesi sapranno scegliere».
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