D’Amico contro Bocchia «Hai infangato il Classico»

19 Ottobre 2016

La preside del liceo di via Venezia replica alla lettera del dirigente dello scientifico «Le nostre attrezzature sono a disposizione, ma nessuno ce le ha richieste»

PESCARA. «Confermiamo la disponibilità all'accoglienza di dieci classi, per un totale di 230 alunni del liceo scientifico Da Vinci, nel nostro istituto. Le aule messe a disposizione degli studenti del Da Vinci e visitate dal dirigente dello scientifico, sabato 10 settembre, per venire incontro alla loro situazione di emergenza, sono di varia metratura, ma tutte perfettamente idonee ad ospitare le classi di un liceo, come fino ad ora utilizzate regolarmente. La segnalazione di inadeguatezza, carenze e lacune, diffondono una immagine denigrante, antiquata e negativa della più antica e prestigiosa istituzione scolastica del capoluogo adriatico».

Il dirigente scolastico del liceo classico D'Annunzio, Donatella D'Amico, in una lettera inviata al direttore scolastico regionale Ernesto Pellecchia, all'assessore regionale al Diritto all’istruzione Marinella Sclocco, al presidente della Provincia Antonio Di Marco e al dirigente del Leonardo Da Vinci, Giuliano Bocchia, replica a quest’ultimo che nei giorni scorsi, sul Centro, ha lamentato una serie di disagi legati alla permanenza dei suoi studenti nel Classico dall’inizio dell’anno scolastico. Aule troppo strette, mancanza di spazi per i laboratori, assenza di connessioni wi-fi, telefoni e reti tecnologiche sono le carenze elencate senza comunque tralasciare i dovuti «ringraziamenti agli amici del Classico, in primis la dirigente Donatella D’Amico».

La quale, ribatte: «Sebbene in epigrafe Bocchia», che oggi in Provincia incontrerà D’Amico, «ringrazi per l'accoglienza e la disponibilità da noi dimostrate, segnala inadeguatezze come mancanza di palestra, laboratori e aule per docenti e segreteria, assenza di rete internet e Lim, dimensione delle aule, che diffondono una immagine antiquata del nostro liceo». Eppure, la preside rivela che prima di avviare la collaborazione tra le due realtà scolastiche, ci fu una sorta di sopralluogo da parte di Bocchia nella sede di via Venezia, nel corso del quale «ebbi a mostrare la palestra, i campetti all’aperto (attualmente oggetto di manutenzione straordinaria), i laboratori di chimica, 10 metri per 7, con 24 computer e numerosi tavoli da lavoro, presenti nell'ala destinata ad accogliere le dieci classi del Da Vinci, precisando che, ovviamente, per consentirne un utilizzo condiviso, occorreva sottoscrivere una apposita intesa tra i dirigenti scolastici».

Sulla rete Lan, collegata ai sistemi operativi informatizzati, «fuorviante», prosegue D'Amico, «è l'affermazione circa l’assenza di una rete Lan di cui questo liceo è dotato da molto tempo e viene utilizzata, con ampia padronanza, da tutte le componenti scolastiche, famiglie comprese, la cui accessibilità è stata da subito autorizzata anche alle 10 classi ospiti». A disposizione delle quali, sottolinea la preside, ci sono anche «due Lim del liceo Classico perfettamente funzionanti e già presenti in due aule, con l’impegno di restituirle non appena la Provincia avesse trasferito le Lim dello Scientifico, ancora depositate nei locali di piazza Grue».

Locali e attrezzature che, sottolinea la preside, «potevano essere utilizzati senza alcuna preclusione da alunni e docenti dello scientifico, previa l'intesa di cui sopra». Ma secondo D’Amico, che nella missiva non cita mai il nome di Bocchia «a tutt'oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta al riguardo, nè richieste di utilizzo di locali comuni da parte del dirigente della scuola ospitata».

Quanto alla manifestazione del Da Vinci, «più o meno spontanea»" a cui hanno partecipato «studenti, genitori e docenti» che secondo la preside ha avuto come conseguenza indiretta l'esposizione del Classico, «ha ulteriormente chiamato in causa questo liceo, potenzialmente esposto ad una polemica che ne potrebbe, ingiustamente, turbare l'attività didattica».

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