D’Amico: in Abruzzo nasce un Osservatorio antifascista

19 Maggio 2024

Piero Calamandrei nella seduta della Costituente del 4 marzo del 1947 disse che la Costituzione deve essere presbite, deve vedere lontano, non essere miope.In queste parole l’intuizione che la...

Piero Calamandrei nella seduta della Costituente del 4 marzo del 1947 disse che la Costituzione deve essere presbite, deve vedere lontano, non essere miope.
In queste parole l’intuizione che la Costituzione avrebbe potuto e dovuto essere un antidoto senza tempo al pensiero fascista, e ai suoi rigurgiti in ogni sua forma. Da alcuni anni e con crescente insistenza si cerca di sminuire e snaturare l’importanza di quel 25 aprile del 1945, spesso sulla base di considerazioni errate, alcune delle quali possono essere riassunte nel tentativo di equiparare di tutti i totalitarismi – e segnatamente fascismo e comunismo - e di cancellare progressivamente le responsabilità del regime fascista, di trasformare la ricorrenza in una generale commemorazione dei morti di tutte le guerre e di tutte le parti come è avvenuto a Martinsicuro.
La vicenda della consigliera comunale Marta Viola che, esponendo un cartello con la scritta “25 aprile giornata di liberazione dal nazi-fascismo” in occasione della celebrazione comunale genericamente centrata sul ricordo di tutti i caduti, è stata vergognosamente contestata, ci dà il senso e la misura di quanto sia diventato storicamente confuso il nostro Paese.
II 25 aprile 2024 ha un contenuto diverso: è cambiata la società, con una crescita dei diritti e delle esigenze di nuove libertà, mentre il rischio di riemersione del fascismo ha assunto dei contorni molto diversi da quelli manifestati nel ventennio e, anche per questo, molto più inquietanti.
E allora, se vogliamo mantenere lo spirito della celebrazione del 25 aprile dobbiamo modificarne radicalmente la struttura, affiancando al ricordo dell’insurrezione partigiana, la reinterpretazione contemporanea della difesa delle libertà e della giustizia sociale e denunciando chi vuole ridurre gli spazi di questi presidi fondanti la nostra democrazia. Oggi, nel 2024, libertà significa, oltre che una sempre più estesa democrazia partecipativa, libertà dai bisogni economici, educativi, di salute, sociali, affettivi; libertà, come recita la nostra Costituzione, di realizzare il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Che significa, ad esempio, che è propedeutico alla negazione della libertà il non firmare, come ha fatto il Governo solo due giorni fa, la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+, così come lo è non riconoscere il salario minimo, così come lo è il cercare di oscurare l’informazione sicché una Ministra della Repubblica legittimamente contestata per le proprie affermazioni politiche diventa vittima di una asserita e inesistente censura. Ricordiamo che la censura è la limitazione della libertà di espressione da parte delle autorità e non viceversa.
Ed è 25 aprile ogni giorno se potenziamo la scuola, se rafforziamo il sindacato, se facciamo crescere le università, sostenendole nelle loro battaglie perché in questi luoghi la coscienza è sempre viva e perché in quei luoghi c’è la vita vera. Trasformiamo le proteste delle università italiane in rivoluzioni culturali capaci di trasformare il bisogno di pace nel mondo in concreti provvedimenti che rafforzino la cooperazione tra gli Stati e rendano anche anti-economico e disfunzionale, oltre che ripugnante, il ricorso alle guerre.
Questo deve tornare ad essere il 25 aprile: un momento di riflessione e di analisi sullo stato dell’arte delle libertà, dell’attuazione della Carta costituzionale che riconosce tutte le libertà, e su come difenderle da certe nostalgie.
Ed è per vigilare sul rispetto dei principi e delle libertà costituzionalmente garantite che ritengo sia utile la costituzione di un Osservatorio antifascista sulla violazione dei diritti costituzionali in Abruzzo, osservatorio cui far pervenire la denuncia di tutti i fatti che potrebbero adombrare una costrizione di libertà per verificarne i presupposti e, se del caso, presentarne denuncia alle autorità competenti.
Chiunque fosse interessato a prender parte di questo progetto di difesa e di espansione delle libertà può manifestare la propria adesione con un messaggio indirizzato a: luciano.damico@crabruzzo.it.
* (capogruppo di Patto per
l’Abruzzo in Regione)