D’Amico per la pace E Paolucci ribatte su ospedali e attese

PESCARA. «Non possiamo perdere tempo a fare la guerra, il tempo dobbiamo investirlo nel rapporto con le persone, promuovendo il dialogo dei popoli. Dobbiamo lavorare per costruire ponti e abbattere i...
PESCARA. «Non possiamo perdere tempo a fare la guerra, il tempo dobbiamo investirlo nel rapporto con le persone, promuovendo il dialogo dei popoli. Dobbiamo lavorare per costruire ponti e abbattere i muri che ci dividono. A Pescara, con tanti cittadini, ho voluto partecipare alla manifestazione per testimoniare proprio questo».
Così afferma Luciano D’Amico, candidato presidente del Patto per L’Abruzzo, che ieri mattina è sceso in piazza per manifestare contro la guerra e per la pace in Ucraina e sulla Striscia di Gaza. Mentre l’imminente arrivo all’Aquila del ministro Schillaci dà lo spunto a Silvio Paolucci, capogruppo del Pd ricandidato alla Regione, di raccontare l’altra faccia della sanità abruzzese.
«Dopo cinque anni di Marsilio la sanità abruzzese perde oltre 25.000 prestazioni su tutto il territorio», esordisce Paolucci, «migliaia di pazienti, che scoraggiati dalle liste di attesa e dalla mancanza di risposte anche per le urgenze, fuggono a curarsi fuori regione, con costi che superano i 100 milioni l’anno. Dati attendibili, perché non nascono dalla propaganda continua di Marsilio, ma dall’Agenzia sanitaria regionale. Dai pronto soccorso emergono storie di calvari drammatici da parte dei pazienti e del personale medico e paramedico, ridotto allo stremo dalla totale mancanza di programmazione e organizzazione sanitaria. Il sistema sanitario nazionale», continua il dem, «perde 5 miliardi di euro e questo significa che l’Abruzzo perderà milioni di euro in investimenti: la destra fa una politica di tagli alla sanità. Bisogna invertire in fretta questa tendenza perché con l’autonomia differenziata tanti e tali problemi diverranno un abisso incolmabile».
D'Amico lo ha già annunciato: se eletto, il suo primo atto da presidente sarà dire un no chiaro all’autonomia differenziata, ritirando l’adesione dell’Abruzzo.
«Il secondo passo», sottolinea Paolucci, «sarà dare al diritto alla salute certezza costituzionale, approvando la nostra proposta di legge che punta a commisurare le risorse finanziarie alla fotografia della regione e ad ancorarle al Prodotto interno lordo, in modo», spiega il capogruppo del Pd, «che non siano mai in misura inferiore al 7,5% del Pil».
Ma soprattutto «serve una sanità che garantisca assistenza e servizi alle zone interne, oggi scoperte dalla rete emergenza urgenza; pronto soccorso dove non si resti giorni, ma con canali che facilitino scorrimento e cura dei codici gialli e verdi rispetto ai rossi; servizi territoriali e case di comunità attivi, che invece chi ha governato in questi cinque anni ha ignorato, o smantellato, o messo solo sulla carta. Serve una rete ospedaliera», conclude Palucci, «che si occupi davvero dei pazienti e dia risposte al territorio, rispettando le specializzazioni esistenti e consolidate e dia il ruolo di ospedale principale ai presidi dei capoluoghi. In Abruzzo dobbiamo rimettere al centro il diritto alla salute e garantirlo con risorse e contenuti certi». (l.c.)
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