D’Annunzio, 85 anni fa la sua morte fu un evento

2 Marzo 2023

In mostra documenti e giornali risalenti al 1938 di proprietà dell’Istituto Luce Il sindaco Masci: «Un grande influencer, è il più cercato sul web dopo Dante»

PESCARA. Celebrare la morte di Gabriele d’Annunzio, una morte improvvisa all’età di 75 anni avvenuta alle ore 20.05 del 1° marzo 1938 nella sua stanza al Vittoriale di Gardone Riviera, nella casa natale di corso Manthoné. Ieri, a 85 anni dalla scomparsa, è stato il giorno dell’ossimoro: ripercorrere l’addio al Vate nella dimora della vita.
STAMPA D’EPOCA Al primo piano della Casa museo è stata allestita una mostra con documenti e giornali del 1938, di proprietà dell’Istituto Luce, che raccontano l’addio dell’Italia al genio della letteratura e al protagonista del Volo su Vienna. “La morte di Gabriele d’Annunzio. Il grande italiano. Eroe italico e altissimo poeta nell’eternità gloriosa”, questo il titolo in prima pagina del Corriere della Sera al di sopra di un’illustrazione del Vate, soldato e aviatore. Quel giorno il Corriere dedicò tre pagine dense di inchiostro alla sua scomparsa: «Il dinamismo di questa possente personalità non si esaurì nell’opera d’arte scritta o parlata. Ognuno sa come e quanto Gabriele d'Annunzio ha agito e ha influito sul popolo italiano con l’esempio eroico del rischio e del sacrificio nei momenti decisivi della vita nazionale». Questo, invece, il titolo del Messaggero: “D’Annunzio è morto improvvisamente. La patria in lutto. Il poeta soldato si è spento alle 20.05 al suo tavolo da lavoro - La notizia al Sovrano e al Duce - La salma vestita della divisa di generale d’aviazione”. “Vate d’Italia, una vita inimitabile” per il Popolo di Roma.
VATE INFLUENCER «Un personaggio al di sopra delle righe», ha detto il sindaco Carlo Masci, «è il più cercato sul web dopo Dante e oggi sarebbe il più grande influencer in circolazione. D’Annunzio non è solo nel cuore dei pescaresi ma di tanta gente». «Vogliamo riscoprire sempre di più il nostro poeta», ha detto l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota.
IL MEDICO UMANISTA Presentato il libro “Gabriele d’Annunzio negli anni del tramonto”, scritto dal medico umanista Franco Di Tizio, che passa in rassegna gli ultimi due anni di vita del poeta. «Di Tizio è un autore dalla profondissima conoscenza di d’Annunzio e lo racconta anche attraverso lo sguardo di un medico», ha detto la studiosa Maria Pia Pagani. E il libro mette una pietra sopra alle tesi complottistiche: niente avvelenamento e niente suicidio, fu una morte naturale. «Morì in camera sua tra il letto e la poltrona», ha detto Pagani scartando l’ipotesi di un cold case circolata per decenni. «In questo libro c’è lo spirito alto del poeta», secondo Filippo Sallustio, «la sua figura può continuare a vivere anche attraverso volumi così».
L’ULTIMA POESIA Di “Chiosa dantesca” ha parlato l’attrice e studiosa Franca Minnucci: «Nel 1975 questa poesia inedita arrivò alla redazione di Gente da parte di una persona che voleva restare anonima. Su questo testo, poi, gli studiosi si agitarono: è l’ultimo componimento poetico ed erotico di d’Annunzio dedicato a una donna». Sarà davvero così? Per adesso sì, ma, ha avvertito Marzio Maria Cimini, cultore dell’opera e della biografia del Vate, «d’Annunzio è una continua scoperta». Poi, in chiusura, tra prefiche e commari con il velo nero, la ricostruzione drammatizzata della lamentatio, il lamento della gente che ha accompagnato l’uscita di scena dalla vita terrena del poeta e l’ingresso in quella ultraterrena a cura di Francesco Stoppa, direttore artistico della Compagnia Tradizioni Teatine.