D’Eramo a Marsilio: vietato ricandidare anche Campitelli

La Lega reagisce dopo l’intervista del governatore al Centro Abruzzo Insieme: un sondaggio risolverà il rebus-Sottanelli
PESCARA. «Niente candidatura nelle liste di centrodestra per gli assessori che hanno tradito gli elettori cambiando partito». Più che un nodo da sciogliere nella maggioranza è una diffida in piena regola che la Lega di Luigi D’Eramo fa al leader di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio, presidente uscente e ricandidato alle regionali del 2024.
L’ANTEFATTO
«Membri di giunta e consiglieri uscenti hanno fatto un gran lavoro ed è giusto che si sottopongano al giudizio dell’urna e contribuiscano alla vittoria», è stata la risposta del governatore nell’intervista del Centro e Rete 8 di due giorni fa che ieri ha innescato l’immediata reazione del Carroccio. Il veto del partito di Salvini sulla ricandidatura di Nicola Campitelli, assessore ex leghista, è categorico tanto da far sentire il sinistro ticchettio di una bomba orologeria sulla tenuta della coalizione.
IL PORTAVOCE
«La nostra non è una provocazione: nessun assessore che ha tradito l'elettorato e il partito che lo ha designato in quell'importante ruolo dev’essere candidato nelle liste del centrodestra alle elezioni regionali del marzo prossimo».
Così scrive Francesco De Santis, portavoce di D’Eramo, «il nostro movimento basa il suo impegno su valori irrinunciabili, primi fra tutti la dignità, la autorevolezza, la coerenza e la credibilità dell’immagine, sia come Lega sia come centrodestra. E su questo non possiamo permetterci inciampi o deroghe. Andremo fino in fondo in questa battaglia che diventa ufficiale con un documento della segreteria politica che invieremo al presidente Marsilio e ai nostri alleati».
LE GUANCE SONO FINITE
Non è un nodo da sciogliere, si diceva, ma un ordigno da disinnescare che mette alla prova le capacità politiche di Marsilio. Finora D’Eramo ha chiuso entrambi gli occhi subendo dal fuoco amico lo “scippo” di cinque consiglieri e un assessore. Ma da oggi non offre più l’altra guancia. Il suo portavoce infatti conclude: «Alcuni nostri alleati in seno al Centrodestra credono che la Lega stia scherzando. Ma noi andremo fino in fondo», ribadisce, «per questo stiamo ponendo l’istanza a sei mesi dal voto: i traditori della giunta non dovranno essere ricandidati nelle liste del centrodestra. Ci aspettiamo quindi un atteggiamento responsabile e coerente da parte di tutti i partiti e movimenti della coalizione».
LA POLITICA AMLETICA
Sull’altro fronte, quello di Abruzzo Insieme, si può invece parlare di un vero e proprio nodo da sciogliere. O meglio di un rebus da risolvere.
«Azione non fa scelte di campo ma si preoccupa di dare rappresentanza ai popolari, liberali e riformisti abruzzesi per un polo repubblicano che dia piena realizzazione alla prima parte della nostra Costituzione», è la premessa di Giulio Cesare Sottanelli, leader in regione del partito di Calenda di cui sottolinea la natura indipendente, ma che si ritrova davanti a una scelta amletica: tornare con la coalizioni alla sua sinistra guidata da Luciano D’Amico o andare a destra con l’uscente Marco Marsilio candidato presidente?
DAL CAVALLO AL SAMURAI
La mossa del cavallo: così definimmo la scelta spiazzante di Sottanelli, come accade sulla scacchiera, di proporre, senza successo, Carlo Costantini candidato presidente.
«Azione», annuncia ora il deputato di Roseto che nel frattempo ha lasciato la coalizione, «vuole basare la scelte su parametri oggettivi e (come ha anticipato ieri il Centro, ndr) ha commissionato un sondaggio a un’agenzia nazionale che fornirà un importante contributo alla discussione interna tuttora in Corso». Ma attenzione perché c’è una novità sostanziale. Il sondaggio non sarà pilatesco, chi volete tra D’Amico e Marsilio? Né limitato al recinto del partito. Bensì «consentirà di conoscere il giudizio degli abruzzesi sul quinquennio di governo Marsilio sui temi della sanità, del trasporto pubblico, dei collegamenti nazionali, della promozione turistica e della cultura». Trasformandosi così in una potente e imprevedibile arma con una lama a doppio taglio, sia a destra che a sinistra. Sottanelli passa dalla mossa del cavallo a quella del samurai. Domani il verdetto ma c’è un indizio: D’Amico ieri sera ha convocato le 13 anime di Abruzzo insieme per le 19 di martedì.
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