D’Incecco lascia il Comune, cambiano gli equilibri in aula

Il consigliere della Lega si dimette e cede il posto a Volpe: «Mi concentro sulla Regione» Tra un anno si torna alle elezioni: «Potrei non ricandidarmi per il consiglio comunale»
PESCARA. Questa mattina ci sarà anche lui in consiglio comunale ma, dopo 14 anni passati tra i banchi del centrodestra, Vincenzo D’Incecco della Lega si siederà in mezzo al pubblico e, quando il presidente Marcello Antonelli aprirà la discussione sulla sede della Regione Abruzzo nell’area di risulta, non potrà intervenire. «Si chiude un ciclo lungo 14 anni in Comune», dice D’Incecco che si è dimesso da consigliere comunale – nel 2019 fu eletto con 1.023 voti – mentre resta consigliere regionale, 6.681 preferenze sempre nel 2019 e record del centrodestra. «Emozionato per l’addio? Forse un po’», dice. Al suo posto, in consiglio, entrerà Amedeo Volpe, primo dei non eletti con 399 preferenze. «Non è affatto un pesce fuor d’acqua, in passato è stato capogruppo della lista Pescara futura e porterà un valore aggiunto al nostro gruppo, mi aspetto che porti avanti il nostro impegno per la risoluzione dei problemi della città», dice D’Incecco.
Con la Lega in preda alle polemiche – dopo l’addio del consigliere regionale pescarese Luca De Renzis, anche altri amministratori della provincia hanno lasciato il Carroccio, il sindaco di Catignano Enrico Valentini con il consigliere Agostino Castagna (vicepresidente Ater), l’ex sindaco di Nocciano Lorenzo Mucci, Giovanna Speziale di Nocciano, Angelita Palumbo, ex consigliera di Montesilvano, e il presidente di Provincia Ambiente Gabriele Finocchio _, si apre una trattativa: chi sarà il prossimo capogruppo della Lega? «Non è stato ancora deciso», risponde il consigliere. Tra i papabili c’è Massimo Pastore: «Potrebbe essere», dice D’Incecco lasciando la porta aperta ad altre ipotesi. La Lega è il gruppo più numeroso in consiglio con 7 consiglieri: ne fanno parte, oltre a D’Incecco e Pastore, il presidente Antonelli, Salvatore Di Pino, Armando Foschi, Maria Luigia Montopolino e Andrea Salvati. La Lega, poi, è il partito del vice sindaco Gianni Santilli e degli assessori Adelchi Sulpizio e Maria Rita Carota.
In questi giorni delicati, i colonnelli della Lega non vogliono aprire altri fronti di polemica. «Come sempre accade, in un partito ci sono tensioni e nei mesi precedenti è accaduto anche nella Lega ma io penso che», osserva D’Incecco, « la politica si debba fare per raggiungere obiettivi per il bene dei cittadini, il resto sono chiacchiere da bar che non portano alla risoluzione dei problemi e non interessano ai cittadini. E comunque», aggiunge, «quando qualcuno se ne va, bisogna capire chi è e se davvero prima c’era e contava qualcosa». D’Incecco si riferisce al fatto che alcuni degli amministratori che hanno appena abbandonato il partito non erano più tesserati con la Lega da tempo. «È il gioco delle parti per mostrare l’immagine di distruzione di un partito ma queste polemiche non servono a niente: io mi concentro sul bene comune e, alla fine, lo decidono i cittadini chi deve fare cosa».
Manca un anno alle elezioni, sia comunali che regionali: e D’Incecco si ricandiderà al Comune? «Ad oggi non è nelle mie corde ricandidarmi in consiglio anche se contribuirò alla formazione della lista; probabilmente mi ricandiderò alla Regione ma è ancora troppo presto per parlarne: per il momento il mio impegno è calibrato sulla fine della legislatura regionale. Continuerò a seguire le dinamiche del Comune e, nel rapporto tra Comune e Regione, non smetterò di dare una mano».

