D’Ottavio, la famiglia si affida a un pool di legali

SAN GIOVANNI TEATINO. Si sono rivolti a un pool di avvocati i familiari di Maurizio D’Ottavio, il 44enne originario di Orsogna (da pochi mesi residente a Francavilla), morto due giorni fa dopo essere...
SAN GIOVANNI TEATINO. Si sono rivolti a un pool di avvocati i familiari di Maurizio D’Ottavio, il 44enne originario di Orsogna (da pochi mesi residente a Francavilla), morto due giorni fa dopo essere precipitato dal tetto della Ico, l’azienda di cartoni di Sambuceto dove stava lavorando per conto della sua ditta, la X Trade, alla bonifica di alcune lastre di eternit e alla pulizia delle grondaie. Un volo di 12 metri fatale per l’operaio che, a detta dei familiari, aveva sempre lavorato sui tetti e ben conosceva le precauzioni da prendere.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, infatti, D’Ottavio mercoledì mattina aveva l’imbracatura quando una lastra del tetto ha ceduto sotto il suo peso e lui è finito giù, su una macchina inscatolatrice che gli ha provocato lesioni mortali. Una dinamica che però sin dall’inizio, come ha riferito al Centro uno dei suoi nipoti, non ha convinto la famiglia che per questo si è affidata a un pool di avvocati per ricostruire con esattezza le cause della tragedia. Nel frattempo, sul caso interviene Geremia Mancini che, come presidente onorario dell’associazione “Ambasciatori della fame” si appella al presidente della Regione D’Alfonso affinché «assuma nell’immediato concrete iniziative per combattere, nella nostra regione, questo triste e colpevole fenomeno. Dall’inizio dell’anno sono, con quella di D’Ottavio, ben 10 le vittime del Lavoro in Abruzzo. Nel silenzio, colpevole, delle istituzioni e nella pochezza di controlli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

