«Da 11 anni all’ex Sund, voglio tornare in via Arapietra»

26 Luglio 2015

MONTESILVANO. «Voglio tornare nella mia Pescara». A lanciare l’appello è Aldo Fusi, 70enne pescarese affetto da grave disabilità, che da 11 anni vive nella Rsa Santa Maria Ausiliatrice di...

MONTESILVANO. «Voglio tornare nella mia Pescara». A lanciare l’appello è Aldo Fusi, 70enne pescarese affetto da grave disabilità, che da 11 anni vive nella Rsa Santa Maria Ausiliatrice di Montesilvano dove è stato trasferito dopo la chiusura della casa di riposo di via Arapietra. La struttura pescarese, che necessitava di lavori di ristrutturazione, infatti, non solo non ha mai riaperto i battenti ma giace abbandonata tra rifiuti e occupanti abusivi. A pagare lo scotto dell’immobilismo politico-amministrativo sono soprattutto gli utenti che hanno lasciato la struttura alla volta di cliniche private con la speranza che il trasferimento fosse solo temporaneo. «L’allora sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso ci aveva garantito che nell’arco di uno o al massimo due anni la struttura di via Arapietra sarebbe stata nuovamente pronta», ricorda Fusi, «per questo ho accettato di venire qui a Montesilvano, scartando una serie di valide alternative, ma mai avrei potuto immaginare che dopo 11 anni sarei stato ancora “prigioniero” in questo edificio». Fusi chiarisce poi come il problema non sia la Rsa di Montesilvano, ma la lontananza dalla propria città per una persona che, pur essendo affetta da una grave disabilità, era riuscita ugualmente a costruirsi la sua quotidianità. Colpito da una tetraparesi spastica all’età di 23 anni, infatti, Fusi non ha rinunciato al sogno di una famiglia e di una vita “normale”, sposando un’infermiera e avendo 3 figli. «Pur avendo dovuto abbracciare questa croce», racconta, «nella mia vita ho avuto tutto, compreso qualche vizio di troppo e qualche problema con la giustizia e con il Comune. Ma ho sempre potuto contare sui miei amici e sulla mia indipendenza, grazie a tanta fisioterapia e alla voglia di vivere e di non stare chiuso in casa». Alla morte prematura della moglie Fusi approda, infatti, nella casa di riposo di via Arapietra dove continua a muoversi in piena autonomia. «Però 11 anni fa è iniziata la mia prigionia montesilvanese», prosegue, «e ormai da 3 anni non esco più, con conseguenze importanti sulla mia mobilità. Ma non voglio impietosire nessuno», chiarisce. «La mia è una questione di giustizia sociale. Chiedo quindi a D’Alfonso due cose: che fine abbiano fatto i soldi stanziati per la ristrutturazione della casa di riposo di via Arapietra; e poi di adoperarsi affinché io possa tornare nella mia Pescara». (a.l.)

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