Da 5 mesi disponibili i fondi per il dragaggio

L’Autorità di sistema portuale chiarisce di aver girato i soldi alla Regione a luglio. E ora sollecita l’utilizzo
PESCARA. «Dopo il nuovo episodio di insabbiamento di imbarcazioni nel porto e la richiesta di un intervento urgente da parte del comandante della Capitaneria, Donato De Carolis, l’Autorità di sistema portuale ha sollecitato la Regione Abruzzo. E il sollecito ha riguardato l’intervento urgente di dragaggio del porto, il completamento e la realizzazione delle sponde di prolungamento del fiume Pescara. Sono stati anche richiesti gli eventuali studi già realizzati dalla Regione, indispensabili per qualsiasi tipo di intervento futuro da parte dell’Autorità di sistema portuale». A chiarirlo è proprio l’Autorità di sistema portuale, «competente sul porto di Pescara dal primo gennaio 2017».
A settembre del 2017, ripercorre una nota diffusa dopo l’emergenza delle ultime ore, l’Asp ha sottoscritto con la Regione «un protocollo per la realizzazione dei lavori e delle opere, già previste da parte della Regione, affidandole a questo ente. E sono stati messi a disposizione della Regione 400mila euro, a fine luglio 2018, da utilizzare per un primo intervento straordinario in urgenza per la movimentazione dei sedimenti portuali, un lavoro già allora ritenuto indispensabile per ripristinare le condizioni di operatività dello scalo e garantire l’accesso e l’uscita dal porto di Pescara». Quei fondi, è stato chiarito lunedì da Capitaneria e Regione (nella persona di Enzo Del Vecchio), dovevano servire a dragare la zona delle banchine ma ora saranno destinati ai punti più insabbiati, all’uscita del porto. Ed è opportuno, dice De Carolis, che questa somma non venga spesa per intero perché «l’inverno è lungo e il problema potrebbe riproporsi». Tra l’altro non è chiaro dove andrebbe depositato il materiale derivante da un eventuale dragaggio, perché la vasca di colmata non è stata vuotata dal Provveditorato alle opere pubbliche.
Sui problemi della marineria interviene la Fai Cisl Abruzzo-Molise che definisce «inaccettabile» la messa in discussione delle «condizioni di sicurezza» del porto. «Una situazione nota a tutti da anni, mai risolta in maniera radicale e definitiva». La scelta del porto di Ortona come alternativa, poi, «comporta ulteriori disaggi e costi per l’impresa di pesca, con un danno economico aggiuntivo». Dal sindacato parte un appello a «Regione, Provincia e Comune e alle istituzioni competenti perché si proceda in tempi rapidi a un dragaggio di emergenza per ripristinare le giuste condizioni di navigabilità». (f.bu.)

