Da Campo Felice ai Prati di Cerasolo

12 Febbraio 2017

Una lunga ciaspolata nella neve alla ricerca dei boschi

di GIUSI PITARI

Tra i piaceri dell’inverno c’è anche quello di camminare nella neve: se fino a pochi anni fa le escursioni in montagna nella stagione fredda erano riservate a chi avesse dimestichezza con sci da fondo o sci alpino, oggi grazie al ritorno delle racchette da neve la montagna è molto frequentata anche quando è imbiancata, naturalmente con le giuste precauzioni.

Quindi si può progettare una bellissima ciaspolata. Salendo verso Campo Felice dall’uscita autostradale Tornimparte (Autostrada dei Parchi-A24), si sale verso il valico della Chiesola (1612m), poco prima si nota uno slargo e si parcheggia: si parte dal sentiero che scende e poi si incunea nel bosco (Sentiero Cai 1). Di fronte si staglia il gruppo montuoso del Monte Cava e Monte San Rocco che sono raggiungibili se si è abbastanza allenati e si ha un po’ di confidenza con la neve.

La passeggiata nel bosco è splendida, più di 4 chilometri di silenzio imbiancato, tra meravigliosi esemplari di faggi ultra-centenari e dossi, tra neve farinosa e scintillante sotto il sole, orme di animali selvatici, aria pulita e pungente. La neve rende il cammino sinuoso, elegante, delicato, soffice, è come un velo di bellezza sul paesaggio, una pennellata di cipria che rende la montagna liscia e setosa: il manto bianco sembra non avere confini se non quelli del cielo il cui azzurro invernale è accecante. In un’ora e mezza circa si giunge sui Prati di Cerasolo in una cornice di monti e paesaggi molto varia: di fronte in basso il paese di Corvaro in provincia di Rieti, a sinistra il maestoso Monte Morrone e più in là la vetta del Costone con l’anfiteatro che ospita il rifugio Sebastiani, a destra il Monte Cava (2000m), alle spalle il Monte Orsello. Una collana di vette immacolate con bellissime faggete che trattengono il manto nevoso e a occidente, nei giorni più limpidi, si può scorgere il mar Tirreno. Non è raro ammirare il volo dei grifoni e con un po’ di fortuna anche quello delle aquile reali.

Due piccoli rifugi, quelli di Prato San Rocco (sono sempre aperti, se chiusi le chiavi si trovano appese lateralmente alla porta) e qualche panca segnalano che d’estate questi prati sono molto frequentati e vi si dipartono molti sentieri. Se si procede verso nord-ovest si attraversa in salita l’ultimo tratto di bosco e il paesaggio si apre su tutta la catena del Gran Sasso dove i monti più alti, se la neve è abbondante, sembrano fusi assieme in un abbraccio. Si segue la cresta che porta alla prima cima, il Monte San Rocco (1880m) sotto il quale c’è il tunnel autostradale e poi si giunge sul Monte Cava, 2000m (1,30 ore dai Prati): dalla quota di 1750m il fondo può essere ghiacciato ed è opportuno l’uso dei ramponi.

Se si vuole rimanere nel bosco, dai Prati di Cerasolo si può seguire il sentiero di sinistra che entra nel bosco della Valle Quartarone e porta al Rifugio forestale del Campitello (1720m-1 ora e 30 minuti) e alla splendida Valle del Morretano. Se invece dai Prati di Cerasolo si va a destra si arriva al piccolo laghetto di Cerasolo, ghiacciato d’inverno (1400m) in mezz’ora.

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