Da domani cambia l’autocertificazione

3 Maggio 2020

Oggi vale il vecchio modello. Tra 24 ore ci sarà quello nuovo, per ora è solo una bozza. L’aggiunta è la visita ai congiunti

PESCARA. Al momento in circolazione c’è solo una bozza – come pubblichiamo nella pagina a sinistra – ma domani, salvo sorprese, cambierà ancora il modulo dell’autocertificazione. Il modello della fase 2 ha una novità. Dopo l’ultimo Dpcm del 26 aprile, prevederà anche gli incontri coi congiunti. Pertanto, per giustificare gli spostamenti, i cittadini dovranno compilare il nuovo modello di autodichiarazione e, in caso di eventuale controllo, dovranno consegnarlo alle autorità sotto la propria responsabilità, civile e penale.
Il nuovo modello (come nella bozza che riportiamo a sinistra) avrà sicuramente come riferimento l’ultimo Dpcm e dovrà avere necessariamente l’ulteriore specificazione sui congiunti (senza indicare nominativi, per questioni di privacy). In queste ore si sta decidendo, inoltre, se fare un modello semplificato evitando di mettere una voce specifica per i congiunti che rientrerebbero negli stati di necessità o lasciarlo come il precedente, ma quest’ultima ipotesi è assai remota. Oltre alle tre voci già presenti nell’attuale autocertificazione, come “comprovate esigenze lavorative”, “assoluta urgenza”, “situazione di necessità” e “motivi di salute”, ci sarà anche la voce “incontro con i congiunti (come previsto dall’articolo, comma 1 lettera a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020)”.
Il disco verde di domani darà il via ad una sorte di “stress test” per fare delle valutazioni in ottica futura su come far ripartire in toto il Paese. Dai dati sul contagio che si raccoglieranno a partire dalla prossima settimana si capirà se dal 18 maggio si potrà riaprire di più in alcune Regioni e se al contrario in singole aree del Paese dovrà tornare il lockdown.
Domani tornano al lavoro 4,4 milioni di persone. E, come detto, scatta la possibilità di far visita a coniugi, conviventi, partner delle unioni civili, parenti fino al sesto grado, affini fino al quarto grado come i cugini del coniuge. E a persone «legate da uno stabile legame affettivo», come i fidanzati e, forse, gli amici.
Via libera anche all’attività motoria non solo nei pressi della propria abitazione e nei parchi, ma resta chiaro che non si può uscire dalla propria regione, se non – una volta sola – per tornare nella propria residenza o domicilio, se per il lockdown si era rimasti bloccati altrove. Resta il divieto anche per le seconde case, spiegano fonti di governo per dissipare i dubbi. Il Dpcm firmato domenica scorsa dal premier Giuseppe Conte prevede comunque mascherine per tutti, sia nei luoghi accessibili al pubblico, sia sui mezzi di trasporto. Si possono usare anche mascherine autoprodotte ma sono esentati i bambini sotto i sei anni. Resta comunque il divieto di assembramento, non solo nei luoghi pubblici ma anche in quelli privati. Ancora niente messe: si studia la possibilità di permetterle dall’11 maggio, magari all’aperto. Si possono però celebrare i funerali, con un massimo di 15 persone e obbligo di mascherina, e si può andare nei cimiteri (dopo specifiche ordinanze dei sindaci).
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