Da domani in azione 20 bagnine: il soccorso è sempre più donna

Via al servizio della “Compagnia del mare” in 70 postazioni di Pescara, Francavilla e Montesilvano Prove generali sulle spiagge libere per i 150 lifeguard. Di Santo: nessuno si è tirato indietro per il Covid
PESCARA. Centocinquanta bagnini in azione nelle 70 postazioni previste da domani lungo il litorale tra Pescara, Montesilvano e Francavilla.
Ma i lifeguard della Compagnia del Mare, guidati da Cristian Di Santo, stanno facendo le prove generali dal 1° giugno scorso sulle spiagge libere: sono già presenti in centro alla Nave di Cascella, tra Jambo e Nettuno, al Fosso Vallelunga, nella zona dei bagni Ombretta e tra Lampara e Hawaii.
«Qui, prossimamente, sarà installata», annuncia Di Santo di ritorno dalla Florida (Usa) dove ha stretto un gemellaggio con gli Ocean Rescue, i baywatch di Miami, «una mega torretta alta quasi cinque metri con terrazzino dove i bagnanti potranno salire per farsi i selfie con l'orizzonte marino alle spalle». Oltre alle spiagge libere, sono per ora 10 le concessioni dove i ragazzi della Società nazionale di Salvamento sono operativi e lo resteranno per tutta l'estate dalle 9,30 alle 18,30 di ogni giorno. Di Santo punta sul genere femminile per lanciare l'immagine della società nell'estate che da tutti sarà ricordata come quella del coronavirus.
«E' in aumento la percentuale di ragazze, attualmente sono una ventina, che vogliono fare le bagnine», rivela Cristian Di Santo al comando di una truppa di 500 assistenti bagnanti operativi anche in Molise, in Puglia e nel Lazio, nelle isole Tremiti e in alcune piscine della Sardegna, «sono molto responsabili, attente, delicate, affidabili. E malgrado abbiano una forza fisica minore rispetto agli uomini, hanno un controllo eccezionale durante gli interventi di salvataggio».
E il manager della Compagnia del mare spiega come avverranno nell'era post pandemia: «I nostri ragazzi, tra i 18 e i 30 anni, studenti, sportivi e lavoratori, sono stati preparati con un corso specifico durante il quale hanno imparato cos'è il Covid e come si affrontano le tecniche di rianimazione, in questi casi. In mare si getteranno con maschera e boccaglio, guanti in nitrile e con le attrezzature che servono per effettuare l'intervento, pinne, giubbotto, casco, salvagente. Inoltre abbiamo un parco mezzi composto da 4 moto d'acqua, 2 gommoni e 30 cani della Sics, Scuola italiana cani da salvataggio, con i quali abbiamo fatto addestramento domenica scorsa ai bagni Acapulco».
«Durante la rianimazione cardiaca a terra, dopo il salvataggio in acqua», prosegue Di Santo, «gli operatori indosseranno occhiali in policarbonato E 166, la mascherina ffp2, guanti e il pallone Ambu sarà utilizzato al posto della respirazione bocca a bocca che comunque non si usa più da tempo. Le mascherine dovranno indossarle solo in presenza di altre persone accanto, altrimenti sono esonerati, soffocherebbero sotto al sole».
Di Santo ringrazia il suo granitico staff: «In molti sono con noi da anni, nessuno si è tirato indietro a causa del Covid». E lancia un appello ai bagnanti: «Comportatevi sempre bene, come state già facendo rispettando tutti i protocolli di sicurezza. Ciò aiuta il nostro lavoro e quello dei titolari degli stabilimenti balneari che, nonostante la stagione sia appena all'inizio, sono già molto stressati da norme e regolamenti, regionali e governativi, che cambiano di continuo. Sosteneteci con buone prassi, noi faremo il possibile per farvi trascorrere un'estate serena e in sicurezza».

