Da gennaio mini aumento delle pensioni

20 Dicembre 2021

Gli assegni saranno adeguati al costo della vita. Uscita anticipata: novità per i lavoratori dell’edilizia 

L'AQUILA . L'assegno pensionistico, dal primo gennaio 2022, aumenterà fino all'1,7 per cento.
Un mini incremento dovuto alla necessità di compensare l'aumento del costo della vita: il tasso di inflazione provvisorio - i conti definitivi si faranno a gennaio 2023 - è contenuto in un decreto del ministero dell’Economia e finanze.
La rivalutazione dell’1,7% non sarà uguale per tutti, ma varierà a seconda della fascia di appartenenza di ciascun pensionato. Praticamente, tornerà in vigore il sistema a "scaglioni".
IL CALCOLO.
Ecco come cambieranno le pensioni, facciamo alcuni esempi pratici: quelle fino a 2.062 euro al mese vedranno l’incremento pieno dell’1,7%, quelle di importo compreso tra quattro e cinque volte il minimo, ovvero tra 2.062 e 2.577 euro, avranno il 90% dell’1,7% con una rivalutazione effettiva dell’1,53%. Le pensioni sopra i 2.578 euro otterranno un incremento del 75% dell’1,7% con una rivalutazione effettiva dell’1,275%. In sostanza, una pensione di 2 mila euro lordi al mese godrà di un incremento lordi di 34 euro mensili. Una pensione di 2mila e 500 euro lordi, che rientra cioè tra 4 e 5 volte il minimo, incasserà circa 42 euro al mese in più.
LAVORATORI EDILI.
Intanto si sta aprendo uno spiraglio per i lavoratori del settore edile, che potranno andare in pensione, a partire dal prossimo anno, a 63 anni di età con 30 anni di contributi utilizzando la formula dell’Ape sociale.
Grazie a un emendamento alla legge di Bilancio sarà ridotto, infatti, da 36 a 30 anni il requisito contributivo richiesto a questa categoria di lavoratori per poter lasciare il lavoro a 63 anni. Occorre però attendere l’approvazione della nuova manovra.
La proposta della cosiddetta "Quota 93", che sarà applicata solo al comparto dell'edilizia, ha comunque trovato l’accordo l'intera maggioranza di governo. Per quanto riguarda la riforma delle pensioni anticipate, per tutti gli altri settori, l'ipotesi più accreditata è il ricorso a "Quota 102" che sposta in avanti di due anni Quota 100, che andrà a finire il 31 dicembre prossimo.
Quota 102 permetterà di andare in pensione con una somma pari a 102 tra età anagrafica e anni di contributi, con un'età minima di 64 anni. Nel 2023 si potrebbe passare a "Quota 104", con la possibilità di lasciare il mondo del lavoro a 66 anni di età.