Da hotel ad appartamenti Dimezzata la tassa sul cambio

24 Maggio 2017

Francavilla, approvato lo sconto del 50% per modificare la destinazione d’uso Luciani: una scossa contro il degrado. Angelucci: per noi erano una ricchezza

FRANCAVILLA. Il consiglio comunale di Francavilla al Mare ha approvato nella seduta di ieri pomeriggio (10 voti a favore e 3 contrari) la delibera che consente ai proprietari di alberghi e hotel dismessi (o da terminare) di ottenere uno sconto del 50% rispetto a quanto previsto in precedenza in base a una delibera consiliare del 2011 che consente il cambio di destinazione d'uso, da turistico-alberghiero a residenziale. In pratica, il Comune, a fronte del pagamento di una somma, consente ai proprietari di trasformare quei fabbricati abbandonati in case o alloggi sul mare. Per coloro che volessero usufruire di questa possibilità il pagamento sarà della metà fino al 30 giugno.
Una decisione che va probabilmente contro quella vocazione prettamente turistica che da sempre ha caratterizzato Francavilla, una città che nel periodo estivo vede aumentare di molto la sua popolazione. La realtà attuale è che gli hotel attivi sono rimasti solo otto e i posti letto di strutture storiche come il residence Marina, l'hotel La Fenice, il Paranà, Villa Ester, l'hotel Royal, il Principe, il Lido, Le Paranze e l'hotel Vega sono stati sostituiti da un altro paio di alberghi nuovi e da agriturismi e bed and breakfast sorti negli ultimi dieci anni. La città dispone, da sempre, di circa milleduecento posti letto ai quali si aggiungono le quasi cinquemila case vacanza. Dall'approvazione del cambio di destinazione d'uso del 2011 solo l'hotel Paranze e il Lido sono stati riconvertiti ad appartamenti e proprio a causa di questa bassa risposta, l'amministrazione comunale targata Antonio Luciani ha deciso per il metà prezzo.
Tra le strutture che potrebbero cogliere questa occasione c'è anche il residence Le Vele, anche conosciuto come ecomostro. In sostanza invece di incentivare l'attività turistica si sceglie di fare cassa con nuovi immobili. «Venne dato un contributo da parte della nostra amministrazione a chi avesse mantenuto in vita gli hotel», ricorda l'ex sindaco Roberto Angelucci, «abbiamo lasciato una grande ricchezza al Comune, non un peso. Gli hotel aperti lo sono perché gli venne stato concesso un contributo e il turista vero è quello che vuole andare nelle strutture affacciate sul mare o negli agriturismi in campagna».
«Abbiamo pensato di dare una scossa», spiega il sindaco Antonio Luciani, «di permettere alle strutture in degrado e solo a quelle di ottenere un forte sconto ma a una precisa condizione. In sostanza permetteremo a queste strutture di pagare solo il 50 % dell'importo previsto per il cambio di destinazione d'uso ma a condizione che paghino tutto e subito, nel giro di pochi mesi. Nelle nostre intenzioni questo provvedimento li porterà ad aderire e come conseguenza ci saranno la ripresa e l'ultimazione dei cantieri nonché la ristrutturazione delle strutture degradate. Dopo circa 5 anni si deve fare un consuntivo e non posso fare a meno di notare che in realtà quelle strutture sono ancora lì, ferme e nel degrado. Inoltre il settore dell'edilizia è in forte crisi e questo è innegabile. Meno male che all'epoca di quelle delibere mi accusarono di aiutare i costruttori. La realtà è che l'unico modo per liberarci di questo problema è quello di far terminare i lavori, rendendo questi immobili vivi e integrandoli con il resto della città».
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