Da Lanciano a Pratola, una scia di violenza

È lungo l’elenco degli assalti dei criminali registrati negli ultimi anni in Abruzzo ai danni dei cittadini
PESCARA. Non conosce confini l’avidità e la spietatezza dei banditi che imperversano da un capo all’altro della regione. È ancora nella memoria degli abruzzesi la rapina in villa, era il 23 settembre 2018, ai danni di Carlo Martelli, medico in pensione di Lanciano, e della moglie Niva Bazzan, ex infermiera. Uno dei sette assalitori romeni (poi arrestati e condannati in via definitiva a un totale di 49 anni e due mesi di reclusione) arrivò a tagliare con una roncola parte dell’orecchio della donna, dopo averla massacrata di botte. Ma la cronaca si ripete e arriva a Canzano, nel Teramano, dove il 10 aprile del 2022, vittime dei rapinatori, nella propria casa, furono due fratelli ultra 80enni: uno fu legato mani e piedi, mentre l’altro che era immobilizzato a letto per una malattia fu minacciato e preso schiaffi. Ad agire, tre uomini con il volto nascosto da cappucci e armati di pistola. Nel bottino poco più di 500 euro, i soldi di una pensione ritirata appena qualche giorno prima, e delle damigiane di olio. A far scattare l’allarme da parte dei vicini, furono le urla di uno dei due anziani.
A Pratola Peligna, l’11 febbraio di un anno fa, cinque banditi in casa e pistole puntate in faccia. La vittima, per un’ora sotto sequestro dei rapinatori, un noto imprenditore di Pratola Peligna, Edoardo D’Andrea, 77 anni, sorpreso nella sua villetta con la moglie e il figlio minore. Come raccontò lui stesso ai carabinieri, «siamo stati legati e per mettere fine a quell’incubo, sono stato io stesso a indicargli dov’era la cassaforte e ad aprirla. Hanno preso tutto il denaro e sono andati via».
Poche settimane prima, il 24 gennaio del 2023, stessa scena a Montesilvano Colle. Vittima della rapina, l’imprenditore Saturnino De Cecco con la moglie e la figlia di 7 anni. Ad agire fu una banda di almeno cinque persone: in quattro, incappucciati e vestiti di nero, armati di coltelli e di una pistola, si introdussero nella villa intorno alle 21, dove picchiarono De Cecco costringendolo ad aprire la cassaforte con dentro orologi di valore, preziosi e anche una pistola regolarmente detenuta.

