Da Legnini a Sebastiani applausi commossi per l’addio a Pacilio

A San Cetteo l’omaggio di colleghi, imprenditori e politici allo storico direttore di Rete8 scomparso a 67 anni
PESCARA. Gremita di giornalisti, imprenditori e politici di più generazioni, ieri, la cattedrale di San Cetteo ha accolto con un applauso la bara di Pasquale Pacilio, storico direttore e conduttore di talk show e popolari trasmissioni di Rete8, un pilastro dell'informazione abruzzese. Il giornalista, il volto più noto e autorevole nel panorama televisivo regionale, si è spento a 67 anni per un male incurabile.
Sul sagrato e dentro la chiesa di San Cetteo si sono ritrovati praticamente tutti i colleghi di Pacilio, dai giovanissimi a quelli più in là con gli anni, che con Pacilio si sono formati e sono cresciuti professionalmente, a Telemare prima, a Rete8 poi. Ma c'erano anche i giornalisti delle altre testate, dalle tv locali alla carta stampata, pescaresi e non solo. In rappresentanza del mondo dell'informazione dell'Abruzzo intero, c'era il presidente dell'Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta. Presente alla messa funebre, celebrata dal vicario generale dell'arcidiocesi di Pescara don Vincenzo Amadio, il noto imprenditore della sanità Luigi Pierangeli, uno dei proprietari di Rete8, legato a Pacilio da una lunga amicizia, oltre che da un legame di tipo professionale. Si sono stretti intorno al dolore dei familiari anche l'imprenditore Barbarossa di Acqua e Sapone e il titolare dell'azienda dolciaria Falcone, Michele Russo della Mirus, i cabarettisti pescaresi Germano D'Aurelio ’Nduccio, Marco Papa e Vincenzo Olivieri, il tenore Piero Mazzocchetti, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. Sono intervenuti il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, in rappresentanza del Comune, con il gonfalone della città, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, il senatore Antonio Razzi, l'ex procuratore di Pescara e attuale vice sindaco dell'Aquila Nicola Trifuoggi, il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il deputato Gianni Melilla, l'assessore regionale Donato Di Matteo, il sindaco di Francavilla Antonio Luciani, Mauro Febbo, Geremia Mancini, Adelchi De Collibus, Vittorio Di Carlo, Massimo Luciani, gli ex parlamentari Piero D'Andreamatteo e Giuseppe Quieti.
Una folla di rappresentanti istituzionali, sindacalisti e politici, quelli in carica e gli ex, di centrodestra e centrosinistra, per rendere omaggio al decano dei giornalisti abruzzesi che con le sue interviste e i dibattiti televisivi dove sono sfilati centinaia di politici, soprattutto in occasione delle seguitissime maratone elettorali, si è fatto portavoce della storia e dei cambiamenti della nostra regione negli ultimi decenni, con professionalità, rispettoso del pluralismo, condendo sempre tutti i dibattiti con un pizzico di ironia, figlio delle sue origini campane.
Pacilio era nato a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta, nel 1949. Da giovane aveva collaborato con "Il Mattino" e alla fine degli anni 70 si era trasferito in Abruzzo dove aveva contribuito alla nascita delle tv private. Prima di diventare direttore di Rete8, aveva diretto l'emittente Telemare. Lascia la moglie Giulia, i figli Massimo, Marco e Silvia. Pacilio riposerà nel cimitero del suo paese natale, in Campania.
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