Da Mazzarino alla letteratura, perché la scelta

Il sindaco Zauri: «Premiata la strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio storico»
PESCINA. Un momento davvero propizio quello che Pescina in questo inizio d’anno sta attraversando.
Prima l’afflusso record dei visitatori alla Casa Museo Silone. Ora la possibilità – più concreta – che possa diventare la “Capitale italiana della cultura 2025”.
Risultati del genere non accadono per caso. Sono il frutto di un lavoro che la città, in tutte le sue espressioni, porta avanti con impegno costante, e con idee molto chiare. Prendiamo l’esempio delle due istituzioni culturali più significative e identitarie di Pescina: la Casa Museo Mazzarino e la Casa Museo Silone.
Se entrambi negli ultimissimi hanno sono state meta continua di visitatori, provenienti anche dall’estero, lo devono non solo all’abnegazione dei loro rispettivi presidenti Francesco Zazzara e Tiziana Cucolo, che si avvalgono di validi collaboratori, ma anche all’aiuto incondizionato che ricevano dall’amministrazione comunale e dalla cittadinanza.
Questo spiega perché la Casa Museo Silone in soli 8 mesi ha registrato la presenza di oltre cinquemila visitatori e la Casa Museo Mazzarino è meta continua di turisti e studiosi provenienti da ogni angolo d’Europa.
Secondo il sindaco Mirko Zauri quanto sta accadendo «premia la nostra strategia di tutela e valorizzazione dell’intero patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città, ora ricompreso tutto nel neonato Parco letterario Ignazio Silone, insieme alla prestigiosa figura del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino». (n.m.)

