Da oggi rifornimento di acqua in via Rigopiano e in via Elettra

I cittadini possono attingere con le taniche dai serbatoi portati dall’Aca nei due palazzetti dello sport La protezione civile eviterà gli assembramenti. Masci: «Le autoclavi indispensabili, c’è il super bonus»
PESCARA. Parte oggi il servizio dell’Azienda consortile acquedottistica per aiutare le famiglie di Pescara che hanno i rubinetti a secco, ma non hanno l’autoclave in casa o nel palazzo.
Da questa mattina saranno disponibili un serbatoio da 5.000 litri nel palazzetto dello sport di via Rigopiano e un secondo serbatoio da 3.000 litri al palazzetto dello sport di via Elettra: ognuna di queste cisterne ha diversi rubinetti per attingere acqua e sarà attiva dalle 8 alle 20.
Chi non ha l’acqua in casa deve raggiungere una di queste strutture, portando con sé delle taniche, in modo da dotarsi di un minimo di rifornimento, per le urgenze, anche se il problema c’è - e si protrae da settimane - e resta.
I due serbatoi nei palazzetti saranno ricaricati costantemente dall’Aca con l’autobotte, fa sapere il sindaco Carlo Masci che nei giorni scorsi aveva sollecitato un servizio di ricarica per i cittadini che non hanno a disposizione l’autoclave (per chi ha l’autoclave, invece, l’Aca ha organizzato a luglio un servizio di rifornimento a domicilio, nel caso in cui l’impianto dovesse rimanere sfornito).
Durante una riunione convocata dall’Aca una settimana fa con i sindaci dei comuni maggiormente colpiti dall’emergenza idrica, e cioè quelli sulla costa (fino a Silvi) e Chieti, Giovanna Brandelli, presidente dell’Azienda, ha chiesto indicazioni sui palazzetti e sulle scuole dotati di autoclave da utilizzare come centri di ricarica per la popolazione.
Ma a Pescara, ha detto Masci dopo una prima ricognizione, le autoclavi di questi edifici non sarebbero state sufficienti a fronteggiare il problema, considerato il numero delle famiglie in difficoltà per la carenza di acqua. E così ha sollecitato una soluzione diversa, concordata ieri.
«Ci saranno due centri di approvvigionamento», spiega il sindaco, e entrambi i serbatoi saranno «presidiati dalla protezione civile», anche per evitare eventuali assembramenti. Se il servizio non è stato attivato fino ad oggi, aggiunge il sindaco rispondendo alle accuse di «inerzia» lanciate al Comune dal capogruppo del Pd Piero Giampietro, è perché «dev’essere l’Aca a farlo, in un contesto di competenze. Non può essere il Comune, con i soldi dei cittadini», prosegue Masci. Piuttosto, suggerisce il sindaco, il discorso va affrontato sotto altri punti di vista. «L’acqua non c’è più, il problema esiste ed è serio, bisogna pensare a degli interventi strutturali. L’Aca ha fatto avere all’Ente regionale servizio idrico (Ersi) un piano di investimenti da 110 milioni di euro da effettuare sulle reti. Ognuno deve fare la propria parte e il Comune può dare delle indicazioni, anche se il nostro voto conta quanto quello di alcuni piccoli comuni messi insieme, all’interno dell’Aca. È inutile piangerci addosso, o contestare le passate gestioni: non ci porta neppure una goccia di acqua in più. Queste crisi idriche continue devono insegnarci qualcosa», riflette il sindaco, invitando tutti a parlare del problema senza «retro pensieri ideologici o politici», e facendo notare che la questione non è locale ma «nazionale, ed esiste una linea di finanziamento dedicata alle reti idriche», diventate in più punti come un colabrodo a causa delle perdite. Anche i cittadini possono fare la propria parte «dotando le abitazioni di autoclave», che si ricaricano in autonomia quando l’acqua c’è, e garantiscono una copertura del servizio quando l’acqua manca. «Rientra nel superbonus 110%, ma questo non basta e si potrebbe pensare a un finanziamento da parte della Regione», conclude Masci lanciando un’altra idea. «I nuovi edifici devono essere dotati non soltanto di autoclavi, ma anche di vasche di raccolta di acqua piovana per l’irrigazione. A questo dobbiamo pensare quando parliamo di transizione ambientale, ma anche di resilienza».
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